Tutti in classe ma nei container. E’ quanto accade a Serramazzoni, in provincia di Modena, dove da settembre i 259 alunni della scuola primaria e delle medie sono costretti ad alternarsi in prefabbricati modulari. Stavolta non a causa di un evento sismico ma per l’inagibilità degli edifici. Il sindaco, Claudio Bartolacelli la definisce una “situazione kafkiana” e in effetti qualcosa di paradossale c’è perché a Serramazzoni per questi alunni non c’è pace. A pagarne le maggiori conseguenze sono i ragazzi e gli insegnanti della secondaria di primo grado.

Chiusa la scuola per inagibilità, infatti, sono stati trasferiti in moduli ma a settembre, una settimana prima del suono della prima campanella, anche i container sono stati posti sotto sequestro perché piazzati su di un’area in zona di frana attiva. A quel punto il primo cittadino ha deciso di fare i doppi turni nei prefabbricati delle elementari in attesa di nuovi container che sono arrivati proprio in questi giorni da San Prospero, altro comune del modenese, dov’erano stati usati a causa del sisma del 2012.

“Il mio predecessore – spiega il sindaco – aveva fatto richiesta di contributi a Regione e Provincia per la messa a norma sismica delle vecchie scuole medie ed elementari ma al momento della verifica le hanno dovute chiudere per inagibilità. Avevano installato dei container provvisori in un piazzale ma l’area è classificata come frana attiva. I magistrati di Modena dal momento che queste aule hanno l’allaccio all’illuminazione pubblica e al servizio di fognatura hanno inteso tale soluzione come definitiva. Di conseguenza non era più possibile che stessero in un’area considerata di frana attiva”.

Ma non basta. A Serramazzoni i problemi li hanno anche per la scuola dell’infanzia. “A causa di un esposto del comitato ‘Scuole nuove’ anche la materna è stata sequestrata per un indice antisismico di 0,26 rispetto allo 0,60 delle nuove norme. Pur avendo – spiega il sindaco – il progetto di miglioramento sismico la magistratura ha scelto questa strada. Abbiamo fatto ricorso al Tribunale del Riesame che ci ha dato ragione ma la Procura ha fatto ricorso in Cassazione”.

Una situazione che ha costretto Bartolacelli a trovare soluzioni d’emergenza: “Mi sono trovato la settimana prima di iniziare le lezioni a non avere più alcuna scuola. Abbiamo a quel punto utilizzato una parte dei fabbricati presenti presso la palestra comunale e parte del nido dove facendo i doppi turni hanno trovato ‘tetto’ sia la scuola primaria che le medie. La scuola dell’infanzia, invece, è stata trasferita nel Palazzetto dello sport”.

Ad interessarsi della questione è stato anche il dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Stefano Versari che ha seguito in prima battuta la vicenda: “Abbiamo partecipato a degli incontri in prefettura. In questa sede ho indicato delle soluzioni tra le quali lo spostamento degli alunni in scuole dei paesi limitrofi ma il sindaco ha ritenuto prioritario non spostare i ragazzi dalla loro realtà. In una delle ultime riunioni ho dato la disponibilità ad incrementare il numero dei collaboratori scolastici in caso di smistamento dei ragazzi. Va detto che è improprio parlare di container: si tratta di prefabbricati modulari usati per il terremoto del 2012”. La speranza in questo paese di 8mila abitanti è nel nuovo polo scolastico che entro il 2020 dovrebbe essere pronto.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Violenze a scuola, installare le telecamere in classe è solo propaganda politica

prev
Articolo Successivo

Riparte il futuro, Joselle e la rete di ricercatori precari: “Pochi concorsi, pochi fondi e con scarsa trasparenza”

next