“Socio di Guido Alpa a lungo consigliere di Carige. Lui stesso consulente di Raffaele Mincione, banchiere socio di Carige”. La figura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte finisce al centro della questione della Cassa di risparmi di Genova, con una polemica sollevata in particolare dai renziani del Pd. E con la replica del governo che nega “conflitti di interessi diretti e indiretti”. A sollevare il caso è il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, Luigi Marattin: “La domanda è molto semplice. Quando il Consiglio dei ministri ieri sera ha votato il Salva Carige, il presidente Conte è uscito dalla sala, come si dovrebbe fare quando vi è fondato sospetto di possibile conflitto di interesse? Gradita risposta. Se non arriva, provvederemo a inviare la domanda per vie ufficiali”. La stessa cosa la chiede anche la deputata Simona Malpezzi: “In consiglio dei ministri ieri sera Conte ha partecipato al voto? È in corso un conflitto di interesse?”. Il Pd ha annunciato anche un’interrogazione parlamentare. L’argomento è ripreso anche da Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia che parla di un “decreto varato in fretta e furia, in notturna, forse per non far emergere nell’opinione pubblica i rapporti pregressi, tutti da chiarire, del presidente del Consiglio ma cosa avrebbero detto i grillini a parti inverse?”.

“Nessun conflitto di interessi, diretto o indiretto con le decisioni che il premier Conte ha assunto e che è chiamato ad assumere quale responsabile dell’Autorità di governo con riguardo alla Banca Carige s.p.a.”, precisano invece fonti del governo citate dall’agenzia Ansa. E negano che il premier sia stato consulente di Mincione: “Non lo ha mai incontrato o conosciuto, neppure per interposta persona” e con il professor Alpa “non ha mai avuto uno studio professionale associato”. La questione del presunto studio con Alpa era stata già un argomento al centro del dibattito pubblico e di un’interrogazione del Pd lo scorso ottobre. In serata, ospite a Porta a Porta, lo stesso premier ha bollato l’accusa di conflitto di interesse come un’assurdità: “Ho detto in più occasioni che non ho mai avuto uno studio associato con Alpa. Che Alpa sia stato anche componente del consiglio di amministrazione di Carige non vedo quale conflitto di interessi possa realizzare col sottoscritto, mi sembra veramente un’assurdità”.

Va peraltro detto che il finanziere Raffaele Mincione, pur rimanendo socio al 5 per cento, si è dimesso da consigliere di amministrazione a fine dicembre, dopo aver perso la sfida per il controllo della banca nei mesi scorsi. Il duello era stato vinto da Vittorio Malacalza, che ha ottenuto 7 posti su 11 in consiglio. Mincione era capofila di una cordata che vedeva tra gli alleati, tra gli altri, il petroliere Gabriele Volpi e l’imprenditore della logistica e patron del Livorno Calcio, Aldo Spinelli.

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