Immaginate un appuntamento romantico. La cena è finita, una breve passeggiatina per le vie buie della città e poi, sotto un porticato poco frequentato, la fatidica domanda.

A: “Ti va di venire da me a bere qualcosa?”.
B: “Ma no, dai, domani devo alzarmi presto, forse è meglio che…”.
A: “Dai, ho dell’ottimo vino di Unicorno”.
B:”Ah! Non sapevo che esistesse una località che si chiama così”.
A: “Infatti non esiste: è proprio vino rosa fatto con le lacrime di unicorno”. 

B si guarda intorno, in preda al panico, ma non sembra passare anima viva. Taxi, nemmeno a parlarne. Allora inizia a correre all’indietro, inciampa, suda, tenta di sorridere, e in tre, quattro minuti al massimo è fuori dal campo visivo di A che alza le spalle, non capisce, va a casa e si versa un bicchiere di vino rosa.

Non è una puntata (per altro nemmeno venuta benissimo) di Black Mirror ma la nuda e cruda verità: un’azienda spagnola, la GikLive! ha deciso di produrre il Vino di Unicorno. Rosa, glitterato, fruttato. Perché? Perché il mondo sta andando a catafascio e non c’è niente che possa fermare il declino.

Il pezzo potrebbe finire qui, ma la vera motivazione di questa nuova bevanda sono i millennials che, secondo l’azienda spagnola, “non sono particolarmente abituati al vino e che non hanno provato molte altre etichette.” E quindi che fai? Gli propini, proponi, il vino fatto con le lacrime di unicorno. Che, sotto una certa luce, brilla.

Quella dei cibi “a base di unicorno” è una sorta di mania soprattutto social e questo si sa, ma che si arrivasse a produrre un vino di siffatte sembianze forse non molti se lo aspettavano. Anche perché, da qui all’immaginare un nuovo percorso “Unicorno classico” fatto di vigne arcobaleno il passo è breve. Scenografico, per carità. Ma il vino è un’altra cosa. Dall’azienda produttrice fanno sapere che “il processo di estrazione delle ‘lacrime’ è naturale ed è in attesa di brevetto”. E sono convinti che il loro prodotto sarà presto famoso in tutto il mondo. Potrebbero non sbagliarsi. E potrebbe essere arrivato il momento di far entrare in scena i Vogon.

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