“Ora che mia mamma è venuta a mancare, posso parlare con libertà: a 12 anni sono stata abusata. Non l’ho mai dichiarato prima perché purtroppo è stata mia madre a consegnarmi inconsapevolmente nelle mani del mio carnefice, mandandomi in vacanza con un amico di famiglia”. A parlare è Elena Sofia Ricci, attrice di grande successo al cinema e in tv, che per anni ha tenuto nascosto dentro di sé un segreto troppo grande quanto doloroso. “Nel mio caso si tratta di pedofilia, ma un abuso resta un abuso e nessun uomo ha il diritto di esercitare il proprio potere per violentare una donna, adulta o minorenne”, ha confidato a Libero per la prima volta l’attrice.

Quel molestatore è stato poi arrestato e – legalmente – giustizia è stata fatta, ma umanamente rimane un fatto difficile da superare: “Altri l’hanno denunciato, perché non ero l’unica vittima. Purtroppo i casi come il mio sono molti e non tutti riescono a uscirne. Io stessa non ne sono ancora fuori del tutto: è come avere un imprinting, che non ti scegli ma ti ritrovi addosso”.

Proprio per questo l’attrice (che dal 10 gennaio tornerà su Rai 1 con Che Dio Ci Aiuti) è una accanita sostenitrice del movimento di matrice femminista #metoo. “Quando una bambina che diventa ragazza è fragile può arrivare a pensare di non meritarsi nulla e che deve vendersi. Non è sempre facile dire di no. Poi, certo, come mostra Sorrentino, esiste anche un esercito di donne con il pelo sullo stomaco, pronte a vendersi. Ma la sostanza non cambia: nessun uomo ha il diritto di usare il proprio potere per approfittare di una donna, fragile o furba che sia”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Flavio Briatore, gli haters insultano il figlio Nathan: “Ciccione”. E il padre risponde furioso: “Poveretti”

next
Articolo Successivo

Domenica In, Anna Valle ricorda Fabrizio Frizzi: “La sua grandissima tenerezza”

next