“Ora che mia mamma è venuta a mancare, posso parlare con libertà: a 12 anni sono stata abusata. Non l’ho mai dichiarato prima perché purtroppo è stata mia madre a consegnarmi inconsapevolmente nelle mani del mio carnefice, mandandomi in vacanza con un amico di famiglia”. A parlare è Elena Sofia Ricci, attrice di grande successo al cinema e in tv, che per anni ha tenuto nascosto dentro di sé un segreto troppo grande quanto doloroso. “Nel mio caso si tratta di pedofilia, ma un abuso resta un abuso e nessun uomo ha il diritto di esercitare il proprio potere per violentare una donna, adulta o minorenne”, ha confidato a Libero per la prima volta l’attrice.

Quel molestatore è stato poi arrestato e – legalmente – giustizia è stata fatta, ma umanamente rimane un fatto difficile da superare: “Altri l’hanno denunciato, perché non ero l’unica vittima. Purtroppo i casi come il mio sono molti e non tutti riescono a uscirne. Io stessa non ne sono ancora fuori del tutto: è come avere un imprinting, che non ti scegli ma ti ritrovi addosso”.

Proprio per questo l’attrice (che dal 10 gennaio tornerà su Rai 1 con Che Dio Ci Aiuti) è una accanita sostenitrice del movimento di matrice femminista #metoo. “Quando una bambina che diventa ragazza è fragile può arrivare a pensare di non meritarsi nulla e che deve vendersi. Non è sempre facile dire di no. Poi, certo, come mostra Sorrentino, esiste anche un esercito di donne con il pelo sullo stomaco, pronte a vendersi. Ma la sostanza non cambia: nessun uomo ha il diritto di usare il proprio potere per approfittare di una donna, fragile o furba che sia”.

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