La tragedia di Corinaldo, costata la vita a sei persone, ha suscito diverse reazioni anche nel mondo della musica. “Io lavoro nei locali da quando ho 16 anni, ho cominciato nelle discoteche e quindi è la mia storia, è la mia vita. Voglio semplicemente rivolgermi a chi lavora in questo ambiente, agli addetti ai lavori, ci sono tantissime leggi. Applicate queste leggi con più attenzione possibile. E’ l’unica cosa che possiamo fare. Non c’è altro, perché lo sgomento, il dolore, è davvero inconsolabile”, ha detto Lorenzo Jovanotti durante la sua ospitata a Che tempo che fa. L’artista ha anche ricordato un brutto episodio avvenuto durante un suo tour: “Ho avuto anche una vicenda personale sei fa con la morte di un ragazzo che stava lavorando al montaggio di un palco, in quel caso la magistratura stabilì la responsabilità di un ingegnere che è stato condannato ma sappiamo bene che le condanne non risarciscono il dolore.”

Serate come quella in cui doveva suonare Sfera Ebbasta, le ho fatte spesso anch’io: arrivi alle tre di notte, suoni due dischi e canti qualche brano. E il gioco è fatto. Sfera stava facendo semplicemente il suo mestiere, lui è l’unico che non c’entra in questa storia”, dichiara Frankie Hi Nrg in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo Francesco Di Gesù, suo vero nome, qualche errore lo avrebbe commesso chi lavora con il cantante e chi gestisce il locale: “Dovrebbero sapere che uno come Sfera ormai attira tantissima gente e forse quel locale era troppo piccolo. Accolgono più gente del necessario per fare cassetta, senza avere personale qualificato per far fronte alle emergenze. Anche se le leggi sulla capienza in Italia sono antiquate e surreali e a volte impongono delle restrizioni assurde. Che molti trasgrediscono. Il punto è fino a quanto sei disposto a farlo”.

Un’emergenza sembra esserci sull’uso dello spray a peperoncino: “Io non penso – dice Frankie- che chi tirava i sassi dal cavalcavia volesse uccidere qualcuno. Il problema, di nuovo è l’incoscienza, ignorare le conseguenze dei propri gesti. Ma la questione è anche un’altra: trasformare armi di difesa in offesa. È assurdo che ci si possa procurare in modo così facile quelle bombolette. Com’è assurdo pensare che in questo Paese le donne si debbano difendere da sole. Ho sentito che all’una di notte, c’erano bimbi di dieci anni con le madri in quella discoteca. Qui si è perso decisamente il senso della misura e della realtà. E non sarà mica colpa di Sfera…”, ha concluso l’artista.

Il rapper Emis Killa ha scelto di non interrompere il suo lavoro, nelle ore più drammatiche è salito sul palco del Fabrique a Milano e continuerà il suo tour con la prossima data il 12 dicembre a Roma: “Non trovo giusto che le ingiustizie causate da terzi rovinino il benessere e lo spirito positivo di tutti coloro che credono nella musica e del potere che quest’ultima esercita sulle persone. Non voglio che il male l’abbia vinta sul bene, e non voglio che i miei fan si chiudano in casa per la paura. Rimandare concerti o eventi non servirà a nulla (purtroppo) e tutta la solidarietà via social del mondo non potrà cambiare niente, né alleviare la sofferenza a chi ha subito un trauma a causa di questo orrore. Per cambiare dobbiamo partire da noi stessi, agendo, e penso che il compito di diffondere un giusto messaggio spetti anche a noi artisti, forse soprattutto a noi, che abbiamo influenza sui giovani”, ha spiegato con un post su Instagram.

Il cantante aveva fatto una premessa: “Sono addolorato per quanto accaduto a Corinaldo, perché prima ancora di essere un artista sono: amico, fratello, fidanzato, figlio e padre di qualcuno, e pensare che questa dramma poteva coinvolgere chiunque dei miei cari mi fa rabbrividire (…) Questa storia dello spray a peperoncino va avanti da anni ed è assurdo che si debba arrivare fino a questo punto perché tutti se ne preoccupino e ne parlino. E’ ora che si prendano seri provvedimenti a riguardo.”

Il collega Gemitaiz aveva invece annullato la data prevista in provincia di Modena l’8 dicembre “nel rispetto delle vittime della tragedia avvenuta alla Lanternza Azzurra di Corinaldo”. Fedez a caldo su Instagrama aveva commentato: “Non si può morire per andare a un concerto. Bisogna stare attenti alle discoteche, bisogna controllarle perché molto spesso riempiono a tappo i posti solo per sbigliettare e non glie ne frega niente della sicurezza. (…) Io non ho ancora capito perché è partita questa moda dello spray al peperoncino. Sono anche stupito dalle reazioni. Leggere quarantenni, padri di famiglia che vanno sotto la pagina di Sferaebbasta scrivono si può morire per ascoltare della musica di merda. Ma neanche davanti a delle tragedie del genere vi fermate?”.