Il Consiglio di disciplina dell’Odg lombardo ha archiviato l’istruttoria su Rocco Casalino relativa al messaggio audio nel quale definiva “pezzi di merda” i tecnici del ministero dell’Economia. Lo ha annunciato il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna: “C’era chi ci aveva attaccato per questo procedimento, mentre, come è stato dimostrato, era solo un modo – ha spiegato – per controllare la liceità di un comportamento. Non ci sono pregiudizi da parte nostra”.

L’Odg aveva aperto l’istruttoria nei giorni seguenti alla diffusione del whatsapp nel quale il portavoce del presidente del Consiglio aveva parlato di una “mega vendetta” contro i funzionari del Mef, guidato da Giovanni Tria, nel caso in cui non fossero stati trovati i fondi per il reddito di cittadinanza. Casalino si era difeso spiegando che si trattava di una “conversazione privata” e “non c’era nessun proposito concreto”.

Il Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, a cui è iscritto il portavoce, era chiamato a verificare “nell’ambito dell’autonomia riconosciutagli”, se le dichiarazioni, il loro tenore e l’uso del linguaggio fossero stati “pertinenti, continenti e compatibili” con gli articoli 2 e 11 della legge professionale. Ed evidentemente così era, stando alla decisione presa dai componenti.

Verna ha annunciato la decisione durante la manifestazione sotto al ministero dello Sviluppo Economico per spiegare il no di Odg e Fnsi alla convocazione del ministro Luigi Di Maio, fissata per stamane. Proprio a questo riguardo, il presidente dell’Ordine ha detto: “Si devono rassegnare, il giornalismo è fatto per i governati non per i governanti. Caro ministro (Di Maio, ndr), lei rappresenta il potere, di conseguenza deve cortesemente soggiacere alle regole della democrazia di cui l’informazione è un organo di controllo”.

I tagli al fondo per l’editoria, ha aggiunto, “sono lineari e non tengono conto del compito dell’informazione di raggiungere tutti i cittadini”. “Non c’è nessun privilegio da parte di chi riceve il contributo di sostegno, è semplicemente una valorizzazione del pluralismo“, ha aggiunto. Per Verna non ha senso sedersi a un tavolo “con chi dà i numeri senza voler fare un ragionamento critico. Per dirla in slang, ‘cca nisciuno è fesso“.