L’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha avviato l’istruttoria per la trasmissione al Consiglio di disciplina territoriale del file audio registrato dal portavoce del presidente del Consiglio Rocco Casalino “nell’esercizio delle sue funzioni”. A comunicarlo in una nota è stato il presidente dell’Ordine lombardo Alessandro Galimberti. La decisione è arrivata dopo che sabato 21 settembre, il quotidiano la Repubblica ha pubblicato il messaggio vocale in cui Casalino, rivolgendosi ad alcuni giornalisti, dice che i 5 stelle sono pronti a una “mega vendetta” contro i tecnici del Mef se non verranno trovati i soldi per il reddito di cittadinanza.

Il Consiglio di disciplina territoriale – spiega l’Ordine dei giornalisti della Lombardia a cui è iscritto il portavoce – dovrà verificare, “nell’ambito dell’autonomia riconosciutagli dalla legge 138/2011, se le dichiarazioni del giornalista professionista Casalino”, il loro tenore e l’uso del linguaggio “siano pertinenti, continenti e compatibili” con gli articoli 2 e 11 della legge professionale n. 69 del 3 febbraio 1963.

Casalino è stato messo sotto accusa dalle opposizioni per le parole contenute nella registrazione, ma i 5 stelle continuano a difendere la sua posizione. Oggi è intervenuto il senatore M5s Gianluigi Paragone che ha a suo modo ripetuto la linea del vicepremier Luigi Di Maio: “Sicuramente le parole usate”, ha detto, “sono discutibili ma il Movimento 5 stelle nasce dal Vaffa Day quindi non vi aspettate una pulizia lessicale che infatti non ci appartiene. Per questo non mi imbarazza quello che ha detto. Se ci deve essere il processo a Casalino perché ha detto una cosa che nel merito condivido al 100% mi tengo anche le sue parole forti. È un Movimento che resta fortemente del vaffa altrimenti non sarei in Senato, io sono un uomo del vaffa”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Rai, è allarme rosso per il servizio pubblico?

prev
Articolo Successivo

Bennett da Giletti sembra una puntata di Forum, da cui Jimmy è uscito malconcio

next