Rifarsi il naso, gli zigomi, le labbra, il mento, ma anche la vagina. Se nella richiesta di interventi di chirurgia estetica l’Italia è al top in Europa,  anche le domande di labioplastica sono in considerevole aumento. Non al livello di un più 200% annuo come negli Stati Uniti, ma la tendenza al numero positivo da diverso tempo. Lo riporta VanityFair interrogando su questa nuova tendenza la psicoterapeuta della SISP, Valentina Cosmi. “Forse bisognerebbe farsi qualche domanda in più sul rapporto che si ha con il proprio corpo, prima di decidere di intraprendere un intervento estetico che, per raggiungere un ideale irrealistico, è piuttosto rischioso per la salute”, spiega la dottoressa.

Si tratta oltretutto a livello anatomico più che del ringiovanimento della vagina in senso lato del ringiovanimento della vulva, quindi delle piccole e/o grandi labbra, la parte esterna dell’organo sessuale femminile. Una questione spesso meramente estetica veicolata da fuorvianti miti visivi legati al porno. “Le ragazze hanno davvero poca conoscenza del loro aspetto intimo vero e proprio, non hanno idea di come sia fatto e si rifanno soprattutto alle immagini sottratte alla pornografia che le portano ad avere percezioni non realistiche di come dovrebbero apparire i loro genitali. Pensano che ci sia qualcosa di fortemente sbagliato nella loro vulva, non tengono conto che esiste una variazione di forme e di tratti ampissima, spesso arrivando al dismorfofobia, quel disagio psicologico che inganna la percezione che si ha di se stessi”.

Due le tipologie di donne che richiedono l’intervento: quelle con condizione congenite nei casi di intersessualità che quindi perseguono una riassegnazione sessuale; e quelle che non hanno nessuna ipotetica “patologia” ma che semplicemente si sentono a disagio con una vagina dalle forme esteriori “non normali”. “Non siamo sculture ma vita pulsante”, rintuzza comunque il problema la Cosmi. “Sotto il profilo estetico tutto è discutibile, ma non è condannabile”, ha spiegato un altro medico del settore, il dottor Paolo Mezzana, al sito Tpi. “È giusto che, come si toglie un pochino di pelle dalla palpebra superiore, si fa la blefaroplastica, perché non piace, si tolga un pochino di tessuto, in un intervento sicuro, a livello vulvare”.

Recentemente anche FoxLife è tornata sull’argomento indicando sia l’aumento degli interventi di “vaginal rejuvenation”, ovvero di quelle donne over 40 anni che chiedono di restringere la vagina di solito dopo il parto per avere una maggiore aderenza con il pene durante l’atto sessuale; sia della durata e dei costi dei diversi interventi. Tra questi il meno caro è la labioplastica riduttiva, l’intervento per ridurre le piccole labbra che dura venti minuti e costa sui 5mila euro. 

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