Da quando ha mostrato il lato b, senza censure, da Chiambretti, la scrittrice livornese Alessandra Cantini ha conquistato le pagine di giornali e le attenzioni dei media. Qualcuno l’ha già definita “la regina delle provocazioni”. L’ultima, sempre a La Repubblica delle Donne su Rete 4, è stata indossare una maglia con su scritto “Kiss my ass” (“bacia il mio cu*o” per i quattro che non lo sapessero). Lei un po’ si diverte, un po’ si infastidisce. “A quanto pare serviva qualcuno che parlasse con un’altra voce. Mi criticano, dicono che esprimo delle banalità, ma di fatto i miei concetti tanto banali non sono”, risponde a ilfattoquotidiano.it la portavoce del pensiero neo-maschilista. “Non me ne frega assolutamente niente se vengo attaccata dalla gente”.

Un po’ la diverte, non lo neghi.
“Sì, mi diverte, ma così comprovano esattamente le mie teorie. Le donne sono le peggiori nemiche di se stesse, contrariamente agli uomini, e mi attaccano con offese banali e gratuite”.
Cosa le dicono?
“Che sono senza cervello, che sono una stronza. Cose così… Non rispondo nemmeno: non sono critiche costruttive e non ho voglia di perdere tempo con persone che non possono capire perché non ci arrivano. Sono talmente indottrinate…”.
Lei è solo una provocatrice?
“Le mie non sono provocazioni, sono verità. Però so che quel che dico tocca dei problemi reali nella società. Il maschio e la femmina sono due generi in estinzione: questa è la verità, ma la gente la prende come una provocazione. Parlo con una visione molto biblica dei ruoli del maschio e della femmina”.
Perché si è tirata su la gonna da Chiambretti?
“Non era previsto. Però ho ringraziato la Zanicchi, che mi ha tirato un bell’assist: è stato un gesto che ha contribuito a esaltare il mio pensiero. Che è quello di prendere per il culo il politicamente corretto”.
Ha rischiato, come ha raccontato lo stesso Chiambretti, di far prendere una multa alla produzione.
“Ma non penso che abbiano rischiato una multa. Anche perché tutti sanno che quel programma è registrato. Avrebbero potuto tagliare quella scena…”.


Non fa una piega. Ma mi spieghi perché va in giro senza mutande.
“Generalmente vado in giro senza intimo, è uno stile di vita. Ne ho cominciato a parlare anni fa con una ragazza russa: le donne dell’est sono le uniche che mantengono la propria femminilità e sanno come sfruttarla senza pudore. Lei mi diceva sempre che loro non si mettono mai le mutande. Così, molto curiosamente, ho iniziato a provare anche io e ho capito che in questo modo si ha una predisposizione più socievole verso il resto del mondo. Non capisco perché in Italia questa cosa suscita delle reazioni scabrose…”.
Cosa le dicono?
“Le mie coetanee mi dicono: ‘Ah ma sei pazza?’. Invece loro vanno in giro con i mutandoni della nonna o dormono in pigiama con il proprio fidanzato, poi si lamentano se le loro relazioni non durano o se sono single. In realtà, se poi guardiamo i risultati, l’ho scampata meglio io”.
Lei è fidanzata?
“Ho avuto due relazioni importanti e quasi un matrimonio. Ora sono single”.
Le piacciono solo gli uomini?
“Sono felicemente etero, molto etero”.
Torniamo a Chiambretti. Anche nel salotto de La Repubblica delle Donne la attaccano molto.
“Mi ritrovo continuamente attaccata da questa Francesca Barra, che è l’emblema del politically correct. Quando si è candidata aveva dichiarato che avrebbe smesso di fare giornalismo, e poi si è rimessa a farlo immediatamente. Chi è senza peccato, come dico io, scagli la prima mela”.
Ha detto a Luxuria che non può parlare di donne perché donna non è. Un po’ esagerato, non crede?
“Tutti parlano, parlano, parlano, compresa Luxuria. Malgioglio mi ha offesa dicendomi che non ho un cervello e chiedendo di chiamare un’ambulanza. A un certo punto mi è venuto spontaneo chiedere loro in nome di chi parlassero: non possono parlare a nome delle donne perché donne non sono. Voglio dire: ci sono le donne innate, di cui io faccio parte, e ci sono gli uomini. E poi ci sono i froci e i trans – lo scriva proprio così, froci e trans: loro devono parlare per le loro categorie. Perché noi dobbiamo sopportare legislazioni sempre più a favore delle loro categorie?”.
Adesso le daranno dell’omofoba, lo sa vero?
“No, non penso. Sto solo dicendo delle cose limpide e chiare. Non sono contraria a nessuno, però facessero le loro cose a casa propria. Ormai sembra che la coppia tradizionale non sia più tutelata per niente. Io voglio parlare dei diritti degli etero”.
I suoi genitori cosa dicono? Non li mette in imbarazzo con le sue posizioni? Suo padre fa l’avvocato…
“All’inizio hanno pensato che fossi matta. Più che altro speravamo che trovassi un lavoro normale. Ma io volevo fare questo nella vita. Pensi che mi ero iscritta a un concorso per diplomatici, dato che conosco cinque lingue, ma poi mi sono scordata di presentarmi al test. Quando ho iniziato a fare video su Youtube loro sono rimasti piuttosto perplessi. Non ho parlato con mio padre per tre settimane. Ora che invece sono approdata in tv i colleghi di mio padre in tribunale gli fanno i complimenti. Adesso sono contenti di me, soprattutto perché mi sono arrivate delle proposte dalla politica…”.
Addirittura! In passato si era schierata con Forza Italia, adesso chi l’ha cercata?
“Credo sia intuibile, ma non Forza Italia”.
Come possiamo definire il suo lavoro? Cioè, cosa fa di preciso?
“Sono multitasking. Mi ritrovo a seguire il personaggio Cantini, scrivo sul mio blog, devo stare dietro alla pubblicazione del libro (che uscirà lunedì in formato kindle col titolo Sacro Maschio, ndr), mi dedico a far girare sempre di più la voce del mio pensiero… Insomma, adesso avrei bisogno di un assistente!”.
Dove vuole arrivare?
“Voglio creare un contromovimento a questo femminismo dilagante. L’Italia è solo il primo passo, vorrei far arrivare il mio messaggio in tutto il mondo. Se tutto va come deve andare, potrei ambire al Premio Nobel per la pace perché col mio pensiero uomini e donne si capirebbero di più e si amerebbero. Mi rendo conto che potrei passare per visionaria, ma in realtà sono la prima a crederci”.
Le donne non le sopporta proprio. Qualcuno potrebbe pensare che sia misoginia.
“No, non è misoginia. Ma di fatto da parte delle donne ho ricevuto ben poca solidarietà nella vita, e senza motivo. Quando ero al liceo ho avuto dei problemi di salute e ho rischiato di morire, eppure tutte mi hanno voltato le spalle e mi hanno pugnalata più volte. Non mi fido di loro, trovo che la compagnia degli uomini sia più piacevole”.
Un’ultima curiosità. Le persone si chiedono se lei ci sia o ci faccia.
“A volte me lo chiedo anche io, ma non saprei rispondere. E’ una domanda che mi perseguita. Io penso un po’ entrambi, forse soprattutto ci faccio”.