Per quelli che piangono su Spelacchio e su Spezzacchio, questo è l’albero di Natale di Parigi” twitta, senza prendersi poi la briga di smentire, una decana del giornalismo disincantato ed estero come Maria Giovanna Maglie. E sbatte il mostro in prima pagina, postando la foto del presunto totem natalizio che in questi giorni farebbe oscena mostra di sé a Place Vendom (mica a Pigalle), uno degli angoli più sofisticati della Ville Lumière. L’“albero”, se tal fosse, ha effettivamente le sembianze di un gigantesco sex-toy, di una specie di dildo per dinosauri.

Lesti in centinaia rilanciano e chiosano lo “scoop” della Maria Giovanna Nazionale (insieme alla fatina Elmi). “Suppostacchio”, “Inculacchio”, “È il dildo natalizio di Macron?”, “Ma che bel plug anale per Emmanuel”, “Poveri francesi! Presi per culo da diritto e da rovescio!”, “Buttacchio”, “Non è un albero di Natale, ma un monumento per commemorare l’introduzione dell’euro”, alcuni dei commenti più illuminati. Altri invece si tuffano in tortuose dissertazioni sulla decadenza delle feste cristiane moderne, a uso e consumo dell’Islam dilagante causa sbarchi. Il giovane presidente francese alla gogna del nostrano tribunale del popolo online: “prendete tanto per i fondelli il nostro sfortunato Spelacchio (bruttino, certo, ma tanto onesto e casto), ma guardate un po’ che robaccia pornografica che propongono quei pervertiti di francesi sotto la guida del loro ‘maniaco in campo’, che d’altronde sta con una gilf?”.

Peccato, però, che chiunque sia passato in queste ore e in queste settimane per Parigi racconti tutta un’altra storia. A Place Vendom, oggi, si notano infatti solo normalissimi ed eleganti abeti illuminati, mentre la piazza rifulge di tutto il suo raffinato fascino. È accaduto che la Maglie abbia spacciato per contemporanea, per “attualità” un’immagine risalente al 2014, in epoca pre-Macron: per la precisione, all’ottobre di quell’anno. E per giunta non era un albero di Natale commissionato dal Comune o da qualche altro ente istituzionale, ma un’installazione dell’artista Paul McCarthy pensata in occasione della Foire internationale d’art contemporain (Fiac). Una scultura gonfiabile intitolata “Tree”, che ricordava nella forma e nel colore un ibrido tra un Arbre Magique e un butt-plug. Un’opera che tra l’altro ebbe vita brevissima: venne distrutta quasi subito dai vandali, a fine ottobre 2014 già non esisteva più.

Corsi e ricorsi fake. Lo pseudo ed enorme plug natalizio parigino torna ogni anno su Facebook e Twitter, magari con la complicità di professionisti dell’informazione. Ma lasciamo la conclusione della querelle a Gloria ed Elvira, tra le followers dell’ex inviata americana anni ottanta del Tg2: “Questo orrore di gusto assolutamente orrido non giustifica la sciatteria e lo schifo che avviene a Roma con i 5Stelle e la Raggi… quest’anno albero rincollato! Ma per favore, mai visto sto schifo a Roma” sbotta la prima. “Quindi, se quello di Parigi è brutto, e lo è parecchio, quello di Roma deve far schifo e noi romani dovremmo tacere? E perché mai!” annota la seconda.