Controlli più serrati, anche con le impronte digitali, contro i furbetti del cartellino. Il ddl concretezza con le novità per le pubbliche amministrazioni e la lotta all’assenteismo ha ricevuto il primo ok in Parlamento con l’approvazione dell’Aula del Senato (138 sì, 94 no e nessun astenuto), dopo l’esame in commissione Lavoro e il via libera con alcune piccole modifiche. Resta confermato l’impianto del provvedimento, collegato alla manovra, che ora passa alla Camera. Nelle intenzioni del ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, il ddl dovrebbe rendere più difficile truffare lo Stato e aumentare l’efficienza.

“Mi rifiuto di chiamare malcostume l’uso improprio del cartellino: è reato, reato di truffa aggravata”, ha sottolineato il ministro intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama al termine della discussione generale sul ddl. E “di fronte ad un reato abbiamo il dovere di intervenire”, ha rimarcato anche rispondendo alle critiche su un “eccesso di controllo” e sui limiti alla privacy: “Un bene protetto, ma da bilanciare con altri beni”. E “se per un po’ dobbiamo limitare la privacy dei dipendenti, questo va comunque a giovare a tutti i cittadini e alla Pa, di cui deve prevalere l’interesse dell’efficienza”.

Nel giro di vite contro l’assenteismo nel pubblico impiego si supera il vecchio badge: entrano in campo i controlli biometrici dell’identità usando le impronte digitali (sulla carta è possibile, ma più complicata e costosa, l’identificazione facciale o dell’iride) e i sistemi di videosorveglianza. Un punto su cui non sono mancati gli attacchi dall’opposizione: così si tratta il dipendente pubblico “come un possibile delinquente” o addirittura alla stregua di un “terrorista”, ha detto il senatore del Pd Mauro Laus, motivando il ‘no’ dei dem.

Il ddl concretezza introduce anche il turnover al 100% della spesa: prevede, infatti, assunzioni a tempo indeterminato, a partire dal 2019, fino a raggiungere il costo per il personale di ruolo uscito nell’anno precedente. E punta in particolare sulle competenze digitali. Dà vita anche ad una nuova struttura, il ‘Nucleo della concretezza’ con un organico di 53 unità e il compito di assicurare la realizzazione delle disposizioni per il miglioramento dell’efficienza della Pa (indicate in un piano triennale), anche attraverso sopralluoghi e visite ed azioni correttive. “Serve un Nucleo che porti modelli efficaci a realtà in affanno. Il Paese ha un grande divario da colmare”, ha sottolineato ancora il ministro, con “disomogeneità” da superare all’interno della pubblica amministrazione perché “accanto a realtà veloci, digitalizzate, efficienti, esistono realtà in affanno”. E alle critiche sul nome del provvedimento, Bongiorno ha replicato: “Avrei potuto chiamare la legge con il mio nome, come fanno in molti. Ho voluto invece chiamarlo concretezza perché le leggi non devono identificarsi ad una persona” ma al “principio” che le ispirano.