“Se la legittima difesa non cambia, me ne vado a casa. Spero che si potrà discutere”. La deputata M5s Doriana Sarli, in un’intervista al Corriere della Sera, ha deciso di esporsi e di prendere posizione contro il provvedimento voluto dal governo. Il testo ha già ottenuto il via libera del Senato ed è atteso a Montecitorio dopo la pausa natalizia. E potrebbe esserci più di una voce critica dentro il Movimento, tanto da riaprire la ferita del decreto Sicurezza (poi approvato con pochissimi dissidenti e nessuno che ha votato contro). “La paura è solo percepita, i dati non giustificano un cambio della legge”, ha detto oggi Sarli. “Le persone condannate per eccesso di legittima difesa sono pochissime: l’eccesso va mantenuto, altrimenti si legittima l’assassinio. Più ti armi e più succedono tragedie”. E ha aggiunto: “Ho paura della deriva culturale, rischia di portarci in un Paese in cui saremo tutti armati”.

Sarli è la prima tra le voci critiche ad aver annunciato che, in caso la legge andasse avanti così com’è, lei sceglierebbe di lasciare definitivamente l’attività parlamentare. “Tutti sentiamo la necessità di non mettere ostacoli al governo”, ha detto sempre al Corriere la portavoce eletta a Napoli. “Ma se si va avanti senza migliorare la legge, allora mi dimetto. Non cambio gruppo, me ne vado proprio a casa. Ho fatto la veterinaria per 30 anni, posso continuare a farlo“.

La deputata si era già esposta contro il decreto Sicurezza, comparendo tra i firmatari della lettera al capogruppo M5s per avere chiarimenti. Nel merito, oggi ha specificato, “io ed altri abbiamo solo ribadito la posizione del M5s sull’immigrazione, che è quella del programma. Nel decreto c’è tutt’altro. Fino all’ultimo sono stata tentata di votare contro. Poi per rispetto di chi ci ha lavorato, non ho votato”, ha detto Sarli. “Sull’accoglienza si è fatto il contrario di quello che si doveva fare: erano da affossare Cara e Cas, non la micro accoglienza degli Sprar. Ma non solo. In Italia gli immigrati non possono arrivare legalmente. Aiutare i migranti a casa loro, vuol dire aiutarli a procurarsi i documenti per viaggiare in modo legale”.

Sarli ha anche criticato le decisioni prese in merito a Tap e Ilva: “Capisco che quando sei fuori dalle istituzioni non ti rendi conto bene delle ricadute economiche. Ma io resto no Tap e per chiudere l’Ilva. Queste decisioni non sono passate da noi, sono state prese direttamente da Palazzo Chigi”.

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