Salta lo scudo per le banche contro i ricorsi dei risparmiatori truffati. Lo prevede un emendamento alla manovra firmato da tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, che modifica il comma con il salvacondotto per gli istituti mandati in risoluzione e per le due Popolari venete cedute a Intesa. Obbligazionisti e azionisti potranno sempre agire in giudizio per il risarcimento della parte di danno eccedente il ristoro previsto dalla legge di Bilancio, che si ferma al 30% della cifra persa per un massimo di 100mila euro. Con un’altra proposta di modifica presentata dal M5s arriva poi una stretta sulle slot e videolotteries: i Comuni avranno accesso agli orari di funzionamento delle macchinette in modo da potere controllare il rispetto degli orari di attività. La manovra è attesa in aula mercoledì pomeriggio e durante il fine settimana la maggioranza ha presentato in commissione 54 proposte di modifica, ma senza affrontare la questione delle eventuali rimodulazioni di reddito di cittadinanza e quota 100.

Emendamento bipartisan sui truffati dalle banche – L’emendamento bipartisan sulle banche è arrivato dopo le proteste dell’opposizione per l’annuncio del ministro Riccardo Fraccaro che dava per acquisito un emendamento di maggioranza: il Pd ha fatto notare che l’unica proposta di modifica nota alla commissione, firmata dal deputato della Lega Dimitri Coin, risultava accantonata. Il presidente Claudio Borghi (Lega) ha deciso allora di sospendere i lavori e convocare una riunione dell’ufficio di presidenza durante la quale i capigruppo hanno concordato un testo comune.

Svincolato il fondo per l’assistenza sanitaria agli stranieri – Un emendamento presentato dai relatori dispone che dal 2019 le Regioni potranno spendere anche per altre finalità i fondi che finora erano vincolati a garantire l’assistenza sanitaria agli stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. La norma prevede che dal 2019 i 30,99 milioni destinati all’assistenza agli immigrati “confluiscono nella quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale” e sono ripartiti tra le Regioni secondo criteri e modalità “in materia di costi standard”. Quei fondi oggi sono utilizzati per i ricoveri e le cure agli irregolari che chiedono alla Asl il cosiddetto “codice Stp”, come previsto dal testo unico per l’immigrazione del 1998, che prevede siano garantiti in particolare la tutela della gravidanza e della maternità, le vaccinazioni e gli interventi di profilassi. La maggior parte dei migranti non in regola si rivolge però al pronto soccorso, e in questo caso i costi vengono già coperti dalle Regioni con risorse non stanziate ad hoc. Stando al documento che certifica l’intesa raggiunta il 22 novembre in conferenza Stato-Regioni, nel 2016 gli enti locali hanno speso 11,9 milioni per i ricoveri di donne immigrate in gravidanza o partorienti e altri 15,49 milioni sono stati ripartiti in base alla presenza presunta di irregolari sul territorio regionale.

Più facile per i sindaci controllare le slot – Dall’1 luglio del 2019 l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, con il supporto di Sogei, metterà a disposizione degli enti locali gli orari di funzionamento” delle slot machine su tutto il territorio nazionale. Lo prevede un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle e approvato in Commissione. Secondo i deputati Massimo Baroni e Francesco Silvestri, primi firmatari, la proposta punta a “rendere effettive le norme degli enti locali che disciplinano l’orario di funzionamento degli apparecchi (Slot – Vlt) per monitorarne il rispetto ed di irrogare le relative sanzioni”. “Il software che garantirebbe a tutti i Comuni che hanno regolamenti no-slot per la limitazione degli orari ha un costo esiguo e apre il “vaso di Pandora” sul settore garantendo la trasparenza diffusa. La copertura è di soli 50mila euro per l’anno 2019, provvede l’agenzia dei Monopoli e delle Dogane nell’ambito delle risorse disponibili nel proprio bilancio ma permetterà di recuperare risorse per gli enti locali in sanzioni o di garantire notti tranquille alle famiglie dilaniate da questa piaga fuori controllo. Tutto sarà più facile con dati diretti della SOGEI a disposizione di Sindaci e Assessori attivi nel contrastare l’azzardopatia”, spiega Silvestri.

Due miliardi in più per l’edilizia sanitaria – Tra le proposte approvate c’è un aumento di due miliardi del fondo per realizzare il programma di edilizia sanitaria, che passa così dai 26 miliardi previsti nel testo entrato a Montecitorio a 28 miliardi. La risorse sono destinate, in particolare, alla “sottoscrizione di accordi di programma con le regioni e l’assegnazione di risorse agli altri enti del settore sanitario interessati” e andranno prioritariamente alle “regioni che abbiamo esaurito, con la sottoscrizione di accordi, la loro disponibilità”. Accantonato invece un emendamento presentato da Matteo Dall’Osso, deputato M5S affetto da sclerosi multipla, che prevedeva la creazione di un ‘Fondo per l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità’, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro l’anno. Il Pd ha espresso parere favorevole all’emendamento e il governo, dopo l’intervento di Dall’Osso e la discussione, ha deciso di rinviare l’esame in previsione di una risposta favorevole.

“Tagli all’editoria in Senato” – La deputata Pd Debora Serracchiani in mattinata ha fatto sapere che l’emendamento Varrica sul taglio dei fondi all’editoria era  stato ritirato nella notte. Ma il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi ha spiegato che “sarà ripresentato al Senato perché c’è bisogno sul tema di un ulteriore approfondimento. C’è bisogno di una rimodulazione della progressività delle riduzioni e per interventi specifici per il settore delle edicole. Il taglio dei contributi diretti ci sarà, nessun passo indietro come abbiamo sempre detto, ma con attenzione e in maniera corretta”.

Gestione delle farmacie solo a gruppi con almeno il 51% di soci farmacisti – Un altro emendamento del deputato M5s Giorgio Trizzino stabilisce che le società che gestiscono farmacie devono essere costituite con almeno il 51% di soci farmacisti. Il venir meno di tale condizione “costituisce causa di scioglimento della società, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci farmacisti professionisti nel termine perentorio di sei mesi. In caso d’intervenuto scioglimento della società, l’Autorità competente revoca l’autorizzazione all’esercizio di ogni farmacia di cui la società sia titolare”. Le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge di bilancio, precisa ancora l’emendamento, “sono tenute ad adeguarsi entro e non oltre 36 mesi dall’entrata in vigore della medesima legge”.

E’ passato anche un emendamento della Lega che allenta la stretta per il personale delle Camere di commercio che non sono oggetto di accorpamento o che lo abbiano concluso: dal primo gennaio, e fino al completamento delle procedure di mobilità, potrà essere assunto nuovo personale. Il tetto di spesa corrisponde ai risparmi per le uscite.