Karl Marx colpevole o innocente? È con questa domanda che La Storia a Processo debutta a Roma, al teatro Eliseo. Il format è semplice: un processo sul palco, con “magistrati, avvocati, personalità della cultura e della società civile che vanno a braccio, esponendo le loro tesi contrapposte”. Al pubblico in sala, giuria popolare, il compito di emettere il verdetto finale.
Protagonista del primo spettacolo e imputato eccellente, ieri sera al teatro di Via Nazionale, Karl Marx interpretato dal sociologo e professore Domenico De Masi.
A distanza di duecento anni, un fallimento oppure una vittoria per colui che resta “uno dei più grandi intellettuali dell’Ottocento” e “che certamente ha influenzato tutto il Novecento”, chiosa Fausto Bertinotti, sul palco nei panni dell’avvocato difensore.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Mimmo Lucano: “Minniti? Inutile che dica ‘io sto con Riace’. Quando era ministro non ha fatto nulla per il mio paese”

prev
Articolo Successivo

Sicurezza è libertà? Finalmente posso parlare bene del libro di Minniti

next