Delacroix illustrò il Faust di Goethe, Manet Il corvo di Edgard Allan Poe, Lautrec scelse invece di far rivivere il caffé chantant di Yvette Guilbert. Sono i cosiddetti libri d’artista, una collezione di migliaia di pagine concepite, disegnate e colorate da alcuni degli artisti più famosi di Otto e Novecento che dall’11 novembre riprenderanno vita al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, parco culturale in provincia di Parma. La mostra, chiamata Pagine da collezione, organizzata in collaborazione con la Fondazione Cariparma, sarà un’occasione unica per gli amanti dell’arte che potranno ammirare libri, in tiratura limitatissima, creati non per essere esposti, ma per regalare piacere ai privati che li acquistavano, sfogliandoli poi in solitudine.

“Gli editori – ha commentato Ricci – sono soliti mettere a punto una forma grafica che si ripete di volume in volume. Il libro d’artista invece è invenzione, opera d’arte a sé, forma irripetibile. Le immagini, le parole, i caratteri tipografici, il supporto, la rilegatura (che può esserci o non esserci), tutto è parte di un unico progetto, tutto si armonizza”.

Un dialogo fra pittura e poesia che è sempre esistito. Non solo Delacroix, Manet e Lautrec. In moltissimi nei secoli scorsi, da Matisse a Picasso fino a Klimt, si dedicarono a questa particolare arte. Una modalità di espressione proseguita poi nel contemporaneo con il futurismo di Fontana, l’astrattismo di Kandinskij, e la pop art di Andy Warhol.

Epoca d’oro del libro d’artista fu proprio il ‘900. A partire dalle litografie di Pierre Bonnard, mescolate in maniera imprevedibile ai versi di Parallélement – raccolta di poesie erotiche di Paul Verlaine – per continuare con le Avanguardie. Sarà proprio con la volontà degli avanguardisti di emanciparsi dalle forme canoniche del libro che la pratica diventerà una forma d’arte autonoma, fino a raggiungere il massimo grado d’espressione con i futuristi italiani, grazie ai loro libri che impiegano non solo carta ma anche latta e bulloni.

A permettere la realizzazione della mostra, che ospita una delle collezioni più importanti di livres de peintres, il parmigiano Corrado Mingardi, collezionista, insegnante, bibliotecario a Busseto e musicofilo che ha donato le opere alla Fondazione Cariparma.

Tutti i libri della collezione Mingardi sono inoltre raccolti in un catalogo di 400 pagine, stampato da Franco Maria Ricci, che presenta 171 volumi d’artista, con testi di Sandro Parmiggiani, Michele Tavola, Vittorio Testa e Mingardi stesso. “Sono veri e propri ‘tesori di carta’ – sottolinea Gino Gandolfi, presidente della Fondazione Cariparma – la Fondazione è onorata di conservarli e di promuoverli con questa sorprendente mostra”. L’esposizione sarà aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 19, escluso il martedì e con lo stesso biglietto sarà possibile accedere anche al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Ricci.

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