Mamma per la seconda volta da poco più di due settimane, l’attrice e cantante Hilary Duff ha rivelato di aver bevuto la propria placenta dopo la nascita di Banks Violet. “Era delizioso. È stato il miglior frullato da quando avevo 10 anni”, ha detto l’ex stellina Disney nel podcast del dottor Elliot Berlin “Gravidanza informata”, come riportato da People.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Banks Violet Bair❤️ this little bit has fully stolen our hearts! She joined our world at home on Thursday afternoon and is absolute magic ✨

Un post condiviso da Hilary Duff (@hilaryduff) in data:

La decisione però non è stata immediata, racconta ancora la 31enne. “Ero insicura onestamente, ma le teorie a favore della pratica mi hanno convinta a provarla”, ha detto l’attrice. Secondo alcuni, infatti, mangiare l’annesso fetale avrebbe effetti benefici per la donna. Dopo aver bevuto la placenta, ha spiegato la Duff, si è sentita subito bene. Per questo, ha raccontato, ha deciso di congelarla e di consumarla sotto forma di cubetti di ghiaccio, anziché farla incapsulare. “Berla però non è il massimo per la digestione”, ha continuato. Una scelta che la cantante avrebbe voluto fare già dopo la nascita del primo figlio, Luca Cruz di 6 anni, ma che ha poi abbandonato.

La Duff però non è l’unica celebrità ad aver preso questa decisione e ad averlo raccontato. Anche Nikki ReedKim and Kourtney Kardashian e Katherine Heigl hanno mangiato le loro placente sotto forma di pasticche e Khloé Kardashian ha detto di volerlo fare. La pratica non è in voga solo tra le star di Hollywood. Le prime testimonianze infatti risalgono agli anni Settanta e secondo alcuni sarebbe un toccasana per la relazione madre-figlio e per la prevenzione di problematiche post parto. In Italia non esistono leggi precise a proposito della placentofagia. L’organo di fatto appartiene alla madre che è quindi libera di usarla a scopo di autoterapia.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Se Fiorello continua a temporeggiare è per paura di un flop

next
Articolo Successivo

“Ennio Morricone: Quentin Tarantino un cretino, i suoi film spazzatura”. Ma il maestro smentisce intervista e annuncia querela

next