“Avrò ancora voglia? Perché l’unico che non vuole fare il programma sono io”, ha detto qualche giorno fa Fiorello a Repubblica commentando lo slittamento del suo show su Rai1. Sono passati sette anni da “Il più grande spettacolo dopo il week end“, l’ultimo vero varietà trasmesso negli anni 2000. E con la stessa frequenza in cui chiedono a Marina Berlusconi se scende in politica l’interrogativo fa capolinea: “Quando torni in tv?”. Lui nicchia, tratta, si avvicina poi si allontana. Accelera e poi decelera.

Immaginate Diego Armando Maradona, il più grande di tutti, che dopo aver vinto a Napoli decide di giocare solo a calcetto per evitare l’ansia da prestazione e le critiche, per la paura di non vincere ancora. Fiorello è il Maradona del piccolo schermo a cui verrebbe voglia solo di dire “basta!”, con lo stesso tono che usa Melita Cavallo a Forum. Perché lo showman siciliano negli ultimi sette anni si è divertito a giocare a calcetto senza mettere piede in uno stadio vero con la fascia da capitano e una squadra all’altezza per vincere la partita.

Si è blindato prima sul web con l’edicola, poi su Sky dove i numeri contano poco e ancora in radio per divertimento puro. Ha salvato Baglioni a Sanremo dal bis pericoloso, ha trainato l’edizione di Rischiatutto e ha fatto volare Fazio con Che tempo che fa nell’ultima puntata su Rai3. Ospitate che hanno confermato la sua forza, l’amore del pubblico, dei social e della critica. Amato e osannato da tutti e per questo costretto ad assumersi le proprie responsabilità.

Perché dietro di lui c’è il vuoto. Crozza parla a pochi su Nove, Benigni per ora non torna, la Raffaele fa il Festival tutti gli anni. Canale 5 si accontenta di Brignano, Rai1 di Panariello, Italia 1 arriva a definire comici persino Pucci e Battista. Zalone non ha intenzione di fare tv, c’è gente che si accontenta di muovere i muscoli del viso dopo le battute di Pio e Amedeo. Orfani, un pubblico orfano di un grande show.

Mettiamo le cose in chiaro. Qualcuno scriverà che dopo dieci anni ha ottenuto cinquantacinque spettatori in meno e che il suo programma non è abbastanza innovativo. Come se poi il pubblico cercasse la novità, cerca invece il grande varietà quello che nessuno sa fare più. Certo, di questi tempi si rompono amicizie per uno 0,2% di share in meno la domenica ma nel caso può sempre affidarsi a Barbara D’Urso per un post su Instagram, tanto lei vince pure quando perde. E mica è l’unica, qualcuno dirà che ha vinto sul target commerciale, altri sui giovani, altri ancora sui disoccupati e così via. Nel caso si aggiungerà alla lista.

Diranno che il programma costa troppo, che il servizio pubblico, il canone e triccheballacche. Fabio Fazio è vivo e vegeto dopo il contrattone dello scorso anno e basterà ricordare che il pomeriggio flop di Rai1 costa circa trenta milioni. A quel punto calerà un silenzio di imbarazzo che nemmeno Salvini dopo la foto after-sex della Isoardi. Se dirà che non gli piacciono le patatine fritte ci sarà una associazione che farà esposto e lo accuserà di far parte dalla lobby delle patate al forno.

In coro risponderemo con un grandissimo: chissenefrega! Ci sono quelli che spiegano a Ronaldo come tirare un rigore, a Burioni come funzionano i vaccini, alla Cristoforetti che la forza di gravità non esiste, a Camilleri come si scrive un libro. Fiorello dovrà sopportare che un troll qualsiasi dica che non sa fare tv e che non fa ridere. Forza Fiorello, scendi in campo. E invita pure Maradona per un partita a calcetto, sì ma in prima serata su Rai1.