Ultime ore per sistemare i migranti “aventi diritto” nelle strutture del Comune. Poi, la prossima settimana, ci sarà lo sgombero. Il centro Baobab Experience, limitrofo alla Stazione Tiburtina di Roma, ha i giorni contati. E, anche se il Campidoglio ha messo a disposizione per tutta la settimana la propria Sala Operativa Sociale per accompagnare lo sgombero ormai deciso dalla Prefettura, difficilmente tutte le persone ospitate potranno essere accolte. Soprattutto, non è chiaro cosa accadrà all’indomani dell’operazione di polizia, dato il ruolo di accoglienza dei migranti “in transito” ricoperto finora dall’associazione. Quel che è certo, è che l’area deve tornare nella disponibilità delle Ferrovie dello Stato, per uno dei tanti progetti di allargamento dell’hub ferroviario.

Nel frattempo, il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza riunitosi mercoledì in Prefettura ha disposto lo sgombero dell’occupazione abusiva presso i locali dell’ex Penicillina di via Tiburtina (altezza San Basilio), struttura dove, fra le altre cose, si nascondeva uno dei presunti violentatori di Desirée Mariottini, la ragazza trovata morta nelle scorse settimane nel quartiere San Lorenzo.

BAOBAB: 150 POSTI PER 200 PERSONE – Nella mattinata di martedì, i responsabili dei Servizi Sociali del Comune – l’assessora Laura Baldassarre era ad Aushwitz con la sindaca Virginia Raggi – hanno incontrato i vertici di Baobab Experience. A quanto si è potuto apprendere, è iniziata in serata la “mappatura” dei circa 200 migranti in transito ospiti della tendopoli. Questo significa che per ogni soggetto (o nucleo familiare) dovranno essere verificati il tasso di fragilità sociale e le intenzioni a breve termine. Molti dei migranti – soprattutto eritrei – si appoggiano a Baobab per un periodo limitato, in attesa di recarsi altrove (soprattutto in nord Europa). Ma negli ultimi tempi, è aumentata esponenzialmente la percentuale dei cosiddetti “dublinanti”, persone rispedite in Italia da altri Paesi dell’Ue sulla base delle norme contenute nel trattato di Dublino. Il Comune è arrivato a mettere a disposizione circa 150-170 posti. Chi non vi rientrerà – anche in base ai criteri adottati dal Comune – potrebbe essere costretto ad andare via con la forza.

E PROSSIMI TRANSITANTI? – Come detto, il tema dei transitanti è centrale. Senza Baobab e i servizi (medici e burocratici) messi a disposizione dai volontari, il rischio è che si creino baraccopoli in strada senza alcun controllo, come accadde nel 2014. Nel 2015, con Ignazio Marino sindaco, il Comune di Roma aveva messo in campo un progetto per la realizzazione di un nuovo infopoint presso la struttura ex Ferrhotel sempre nei pressi di Tiburtina, ma l’iter è ancora fermo e, ben che vada, non sarà pronto prima di due anni. “Abbiamo chiesto al Comune – ha spiegato a IlFattoQuotidiano.it il responsabile di Baobab, Andrea Costa – di collaborare per garantire un presidio informativo per migranti nell’area della stazione. L’assenza di un hub costringe le parti a lavorare per individuare delle soluzioni ponte”.

LA BOMBA EX-PENICILLINA – Di tutt’altra natura la situazione di via Tiburtina, all’altezza di San Basilio (estrema periferia est della città). Qui, in un vecchio edificio industriale, hanno trovato riparo circa 500 persone. Ma all’interno vi regna l’anarchia più completa. La struttura è diventata una sorta di piazza di spaccio alternativa a quella già documentata dalle inchieste dei pm nel quartiere San Basilio e molto simile – seppur di dimensioni più grandi – al tugurio di San Lorenzo dove ha trovato la morte nelle scorse settimane la 16enne Desirée Mariottini. Proprio qui si era rifugiato uno del presunto “branco” che avrebbe stuprato e ucciso la ragazzina.

Anche sull’onda di questa spinta emotiva, nella mattinata di mercoledì la prefetta di Roma, Paola Basilone, ha tenuto un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza ad hoc alla quale ha partecipato (in videoconferenza) anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Fra l’altro, anche il Tribunale di Roma nei giorni scorsi ha accertato una responsabilità da parte del Comune di Roma sullo stato dei luoghi, aggravatisi quando è stato abbattuto il muro di contenimento dell’edificio in ragione di alcuni lavori di allargamento della via Tiburtina. Lo sgombero, atteso da tempo, dovrà essere eseguito entro tre settimane.