Alexandra Ocasio-Cortez, Rashida Tlaib, Jared Polis. Sono solo alcuni dei nomi vincenti nelle elezioni di midterm, che incrinano – ma non piegano – l’amministrazione TrumpIl voto rappresenta una prima vittoria dei democratici dopo la sconfitta alle presidenziali del 2016, ma soprattutto fa emergere volti nuovi, spesso donne, rappresentanti di minoranze e comunità spesso finite nel mirino della Casa Bianca nei primi due anni di mandato.

La più giovane donna eletta al Congresso – Ha 29 anni ed è l’astro nascente dei dem. Il suo nome è Alexandria Ocasio-Cortez ed è stata eletta alla Camera nel distretto del Bronx, dopo aver già sconfitto alle primarie Joseph Crowley con oltre il 57%  dei voti. Cortez ha anche un altro primato: è la più giovane donna eletta alla Congresso nella storia degli Stati Uniti.

Di origini portoricane, la 29enne è nata e cresciuta nel quattordicesimo distretto dello stato di New York, di cui oggi è rappresentante. La giovane promessa ha battuto l’avversario repubblicano, il 72enne Anthony Pappas, con il 78% dei voti. Diventata il volto dei giovani democratici scontenti, nella sua agenda ci sono molti temi anti-Trump, cari alla sinistra progressista: dall’assistenza sanitaria gratuita per tutti, alle politiche in favore dell’occupazione, fino al sostegno ai ‘dreamers’ e alla lotta contro l’Ice, l’agenzia federale responsabile di immigrazione e confini. La giovane donna, inoltre, è stata già volontaria nella campagna elettorale per le presidenziali di Bernie Sanders. La sua è una storia di rivincita. Suo padre era un piccolo imprenditore del sud del Bronx e sua mamma, proveniente da Arecibo, in Porto Rico, fa la donna delle pulizie. Tutti hanno sempre contribuito all’economia della famiglia. Fin da piccola, scrive lei stessa nella sua biografia, ha “capito il concetto di disuguaglianza“. “Non vengo da una famiglia ricca e potente. Sono nata in un quartiere dove il codice di avviamento postale della zona in cui vivi determina il tuo destino”, aveva detto la Cortez durante la campagna elettorale. Proprio per la sua provenienza, infatti, è stata costretta a frequentare la scuola pubblica a Yorktown, a 40 minuti da casa. Dopo il liceo, Cortez ha studiato all’università di Boston, dove si è laureata in Economia e Relazioni internazionali. Al secondo anno di college ha perso il padre, malato di cancro. Per questo la dem ha iniziato due diversi lavori, come barista e come cameriera. In tutto 18 ore al giorno per pagarsi gli studi e aiutare la madre. Non è un caso, quindi, che tra i punti fermi del suo programma ci sia anche quello di rendere l’università gratuita e accessibile a tutti. 

Le musulmane alla Camera – Hanno rispettivamente 42 e 36 anni. Rashida Tlaib e Ilhan Omar entrano nella storia americana come le prime donne di religione musulmana a sedere nel Congresso. La 42enne è stata eletta per la Camera in Michigan, mentre la 36enne, di origini somale, era in corsa per lo stesso posto in Minnesota. Omar, che aveva già conquistato la copertina del Time, sarà anche la prima rifugiata africana e la prima ad indossare l’hijab, il velo tradizionale islamico, al Congresso. La sua è stata una vittoria schiacciante. La democratica ha infatti battuto l’avversaria repubblicana, Jennifer Zielinski, raggiungendo il 78% dei voti. Dopo essere fuggita dalla Somalia a causa della guerra civile all’età di 8 anni, la 36enne è arrivata negli Stati Uniti con la famiglia nel 1997, dopo aver vissuto in Kenya in un campo profughi. Prima che rifugiata e femminista, però, lei stessa sui suoi canali social si definisce mamma (ha tre figli).  


L’interesse per la politica è cominciato, racconta nella sua presentazione, quando aveva 14 anni e faceva l’interprete per suo nonno durante gli incontri del partito democratico contadino laburista del Minnesota. Nella sua vita ha fatto diversi lavori, dall’educatrice all’università del paese all’assistente di un politico di Minneapolis. Tra i punti fermi della sua agenda ci sono il supporto economico alle famiglie, l’accesso garantito all’educazione e le tematiche ambientali.

Classe 1976, Rashida Tlaib ha battuto gli avversari con oltre l’88% dei voti. Figlia di emigrati palestinesi, l’avvocato 42enne è in politica dal 2008, quando entrò, anche allora facendo la storia, come prima donna musulmana a sedere alla Camera nel Michigan. “Sono una donna orgogliosa di essere musulmana e noi ci dobbiamo opporre ad ogni tentativo di dividerci con politiche discriminatore”, ha dichiarato Tlaib che si è candidata con un programma progressista, basato sull’opposizione alla politica anti-immigrati di Donald Trump. “Dobbiamo rovesciare il muslim ban e riaffermare che ognuno è benvenuto in America”, ha detto. L’assistenza sanitaria gratuita, i programmi di supporto per gli anziani e i finanziamenti pubblici per l’istruzione sono tra i temi cari alla democratica. Nata e cresciuta a Detroit, si è battuta anni per ripulire il lungofiume della città.

 

Il primo governatore gay – Filantropo e imprenditore, anche Jared Polis rappresenta una ‘prima volta’ negli Stati Uniti. Eletto in Colorado, il democratico è il primo governatore dichiaratamente gay. Polis aveva già fatto la storia nel 2009, quando era diventato il primo membro omosessuale della Camera dei Rappresentanti. Classe 1975, il 43enne ha battuto il repubblicano Walker Stapleton con il 51,6% dei voti. Durante la sua candidatura Polis ha puntato sull’assistenza sanitaria universale, sull’educazione gratuita e sulla trasformazione dello stato del Colorado in una realtà ‘green’, alimentato al 100% da energie rinnovabili. Il 43enne ha frequentato la scuola privata “La Jolla Country Day School” di San Diego e ha poi conseguito la laurea in scienze politiche all’università di Princeton. Polis si è sposato nel 2004 con Marlon Reis, quando ancora il matrimonio omosessuale non era riconosciuto in tutti gli Stati americani. I due hanno anche un figlio, Caspian Julius, nato il 30 settembre 2011.

Le prime native americane – Si chiamano Sharice Davids e Deb Haaland, rispettivamente classe 1979 e 1960. E sono le prime donne native americane, cioè discendenti dalle popolazioni che abitavano il continente americano prima della colonizzazione, a sedere al Congresso. La democratica Davids è stata eletta come rappresentante della Camera in Kansas, mentre Haaland ha battuto la repubblicana Janice Arnold-Jones in New MexicoDavids è un avvocato praticante e un’ex combattente di arti marziali. La 38enne, eletta in uno stato tradizionalmente conservatore, è anche una lesbica dichiarata. “Forte, resiliente, indigena”, diceva una delle magliette che la democratica ha indossato durante la campagna elettorale. La Davids ha battuto l’avversario Kevin Yoder con oltre il 53% dei voti. Cresciuta da una madre single, veterana dell’esercito, Davids ha tre lauree. La prima conseguita al Johnson County Community College, la seconda all’Università del Missouri-Kansas City e la terza alla scuola di giurisprudenza di Cornell. La dem fa parte della Ho-Chunk Nation, una tribù del Wisconsis. Come nativa americana ha lavorato in diverse riserve naturali, cercando nuove opportunità di lavoro per i giovani delle tribù e promuovendo programmi e iniziative volti allo sviluppo economico. Dopo il titolo di dottoressa in legge ha lavorato alla Casa Bianca, dove è rimasta un anno, tra il 2016 e il 2017. Poi ha deciso di dedicarsi alla politica.

Ex presidente del partito democratico del New Mexico, Deb Haaland ha ottenuto il 59% dei voti. Un traguardo che la 58enne aveva già in parte raggiunto nel 2016, quando alle presidenziali era riuscita a capovolgere i ‘colori’ dello stato, assicurando la vittoria a Hillary Clinton. Haaland fa parte della tribù indigena di Laguna. La democratica è figlia di due veterani della marina. Il padre partecipò anche alla guerra in Vietnam, mentre la madre dedicò oltre 30 anni all’istruzione degli indiani. La Halaand, inoltre, è una madre single. Laureata all’università del New Mexico, da sempre si batte per i diritti della minoranza dei nativi americani, tanto da essere ex presidente del consiglio di amministrazione della Laguna Development Corporation, organizzazione che si occupa dello sviluppo delle tribù del paese.

La rifugiata afghana del New Hampshire – Non ha avuto un posto a sedere al Congresso, ma la sua è ugualmente una ‘prima volta’. Ventisette anni e madre di due figlie, il terzo in arrivo a gennaio, Safiya Wazir è stata eletta con i democratici all’Assemblea legislativa dello stato del New Hampshire. È la prima ex rifugiata ad ottenere la carica. La 27enne fuggì dall’Afghanistan dei talebani nel 1997 con la sua famiglia quando aveva sei anni. Dopo aver lasciato il paese di nascita, Wazir ha trascorso 10 anni in Uzbekistan con la sua famiglia prima di trasferirsi a Concord negli Stati Uniti. Nel piccolo stato del nord est del paese ha iniziato il liceo all’età di 16 anni. Studiava di notte e di giorno lavorava da Walmart e da Goodwill. Nel 2013 ha ottenuto la cittadinanza americana e si è laureata in economia. Alle elezioni ha sconfitto il repubblicano Dennis Soucy con 907 voti contro 718.