Il maltempo non dà tregua e i disagi per la pioggia e il vento dei giorni scorsi si sommano alle preoccupazioni per le perturbazioni in corso e in arrivo. Oltre ai morti, quattro solo giovedì in Alto Adige e Val d’Aosta che si aggiungono alle dodici vittime di inizio settimana, ci sono i danni al territorio. Venerdì mattina una frana di terra e fango ha completamente ostruito la strada regionale 203 che collega Cencenighe con Agordo, nel Bellunese, una delle zone più colpite. Al momento risultano isolati i comuni a nord dello smottamento, causato appunto dalle piogge che continuano a cadere. Molti centri abitati sono senza acqua e luce, mentre restano ancora chiuse 27 strade. “Siamo in ginocchio“, ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia: “Interi paesi restano ancora senza luce, le strade non esistono più, è urgente sgomberare e ricostruire. Un paesaggio lunare, devastato, irriconoscibile”, scrive su Facebook. Come chiesto da Zaia, il Viminale ha fatto sapere che dalla mezzanotte di domenica 4 novembre sarà attivo il numero di solidarietà 45500 per Friuli Venezia Giulia, Veneto e Liguria.

Il vento ha divelto i boschi e sospeso i servizi indispensabili. Intanto il lago di Garda è rovinato da una chiazza di migliaia di metri cubi di fanghiglia e detriti. Nella Carnia (Friuli Venezia Giulia) ci sono 1619 famiglie senza acqua e luce, oltre a strade interrotte e spaccate. Non va meglio in Liguria, dove Giovanni Toti, presidente della Regione, chiede “lo stato di emergenza“. E il maltempo colpisce anche al Sud: a Casamicciola (Ischia) è crollato il muro di un albergo e sempre nel Napoletano due persone sono state salvate dai vigili del fuoco mentre rischiavano di annegare. In Sicilia a Sciacca la popolazione è invitata a rimanere in casa dopo lo straripamento del torrente Cansalamone. Tragedia a Carloforte, in Sardegna: una turista tedesca di 61 anni, è stata colpita da un fulmine mentre passeggiava in località Nasca, nella parte occidentale dell’Isola, con il marito e il figlio.

Veneto e Liguria rimangono però le regioni più colpite, tanto che la vice-ministra all’Economia, Laura Castelli, ha annunciato “la sospensione degli obblighi fiscali così come delle azioni di riscossione per questi territori”. “Sono una misura prioritaria che deve essere accompagnata da un sostegno finanziario per rimettere in piedi la rete dei servizi e delle infrastrutture”, ha scritto su Facebook. “Alcune aree del Paese, in particolare in Liguria e Veneto, a causa del maltempo stanno vivendo ore drammatiche con centinaia di famiglie e aziende in grande difficoltà e intere zone letteralmente devastate“. Se le regioni colpite dal maltempo in questi giorni “chiederanno, come stanno chiedendo, lo stato di emergenza, avranno lo stato d’emergenza”, ha fatto eco il vicepremier Luigi Di Maio, nel corso di una diretta Facebook.

Frana nel Bellunese – Nella provincia di Belluno sono isolati gli abitati di Rocca Pietore, Colle Santa Lucia e Selva di Cadore. Nell’area stanno lavorando 200 vigili del fuoco provenienti da tutta la regione. Il comandante dei pompieri di Belluno, Mimmo Bentivoglio, sottolinea che da lunedì sono 1.250 gli interventi già conclusi dalle squadre ma ne restano da compiere ancora 250, legati soprattutto allo scoperchiamento di tetti. Le 42mila utenze senza energia elettrica stanno calando progressivamente dopo che giovedì gli elicotteri militari sono arrivati in zona con i generatori, mentre le scuole e i municipi aprono le porte ai cittadini per una doccia calda o anche semplicemente per caricare il telefono cellulare, come riporta Repubblica. Intanto continua a piovere nel bellunese e la situazione peggiora di ora in ora sia sul fronte della viabilità che dei collegamenti a causa delle frane, con il terreno già impregnato che non tiene più. Veneto strade nel bollettino odierno comunica che sono ancora 27 le interruzioni sulla rete stradale del Bellunese. Una decina di frazioni sono ancora isolate, da Cencenighe a Avoscan, dal Passo Pellegrino a Zingari, dove nevica, e verso il Passo Pordoi dove ha ceduto la carreggiata.

Boschi e laghi devastati – L’altro problema sono i boschi, distrutti dal vento e dagli smottamenti, oltre alle sorgenti invase dalla fanghiglia che rendono le acque non più potabili. Un altro esempio in questo sensa è il lago di Garda: la galleria che devia dal fiume Adige parte della piena ha salvato Verona ma ha avuto un effetto collaterale: nel più grande bacino italiano, scrive il Corriere della Sera, sono stati scaricati 350 metri cubi al secondo di acqua che hanno portato con sé fango e detriti, creando enormi chiazze marroni nelle acque azzurre del Garda. Il quotidiano di via Solferino parla anche di un milione di metri cubi di boschi abbattuti in questi giorni di vento e di pioggia fra Trentino, Alto Adige e Veneto. Le immagini mostrano come in poche ore sia cambiato il volto delle Dolomiti.

Zaia: “Valli a rischio spopolamento” – “Siamo in ginocchio, abbiamo già previsto la chiusura di tutte le scuole. Ho chiesto già domenica scorsa l’intervento della protezione civile nazionale quando ancora c’era una situazione di calma totale. Ho chiesto agli istituti di credito dei finanziamenti speciali e di sospendere le rate dei mutui. Ho chiesto al Governo di procrastinare tutto il procrastinabile”, ha detto Zaia ai microfoni di Radio anch’io (Rai Radio 1). “Dopodiché tutti gli interventi: non abbiamo solo il problema di ripristinare lo status quo, cioè di far tornare tutto come prima – ha aggiunto il governatore – Se non interveniamo velocemente con finanziamenti rapidi le nostre valli si spopoleranno perché non hanno più servizi”.  

Carnia: strade spaccate e 1619 famiglie senza utenze – Sono 1.619 le utenze scollegate nella Carnia, territorio del Friuli Venezia Giulia: famiglie che da giorni sono senza acqua, luce e connessione telefonica. A supporto dei comuni più colpiti sono scesi in campo 100 volontari con 20 mezzi. Secondo quanto informa la Protezione civile regionale, la strada statale ss 52 ‘Carnica’ è interrotta per una frana tra Forni di Sopra e Forni di Sotto e la strada regionale 40 ‘di Paularo’ è chiusa per caduta di massi. Anche in questa zona montana ci sono stati fiumi esondati, ponti crollati, tetti scoperchiati e alberi divelti.”Abbiamo già attivato le pratiche e invieremo la prossima settimana lo stato di calamità“, ha detto a Sky TG24 il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga.

In Liguria “centinaia di milioni” di danni – Dal tenore simile anche le parole del suo collega ligure Toti: “Stiamo elaborando con il governo lo stato di emergenza. Qui è già stato il Capo dipartimento della protezione civile Borrelli nelle scorse ore e abbiamo fatto un accurato sopralluogo. Stiamo elaborando l’ordinanza di protezione civile che in genere contiene misure di quel tipo: oltre agli aiuti per i sindaci, ci sono poi la sospensione di tasse, utenze, mutui”, ha detto il governatore sempre a Radio anch’io. “Il danno è molto ingente, proprio perché è dovuto a un’azione di grandi proporzioni con una violenta burrasca, la pioggia e il mare. Se i danni per gli interventi immediati sono stati stimati in alcune decine di milioni, i danni al ‘sistema ligurè è stimabile in alcune centinaia di milioni“. Lo ha detto il governatore Giovanni Toti parlando a Portofino dopo il sopralluogo effettuato per i danni occorsi al borgo durante l’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta sulla costa ligure lunedì scorso.

Crolla un muro a Casamicciola – Un grosso muro perimetrale di un albergo di via Principessa Margherita a Casamicciola (Ischia), è franato venerdì mattina a causa delle forti piogge. Pietre e terreno sono arrivati fino alla centrale piazza Marina, che si trova a poca distanza e che è stata invasa da massi e detriti. Prima dell’alba sull’isola si è abbattuto un forte temporale e poco dopo le 6 il muro di contenimento è franato. Secondo una prima stima tecnica – fornita dagli operatori accorsi sul posto – sarebbero 300/400 i metri cubi di materiale franato. Sempre sull’isola di Ischia un uomo è stato soccorso perché era finito con il suo furgone in un’area allagata dalla pioggia a Panza. Intervento simile per un’altra persona bloccata dall’acqua in un sottopasso a Miliscola, zona Flegrea.

Straripa un torrente a Sciacca – La forte pioggia della notte scorsa ha causato pesanti danni anche a Sciacca, nell’Agrigentino, dove è nuovamente straripato il torrente Cansalamone, a valle del centro abitato, che ha provocato numerosi allagamenti a case ai piani bassi e negozi. Per alcune ore è rimasta chiusa al traffico un tratto della statale 115. Molte delle auto parcheggiate sulle strade vicine al torrente, galleggiando sull’acqua, si sono schiantate a diversi metri di distanza. Frane e smottamenti su tutto il territorio comunale e alcune strade chiuse al traffico per la pericolosità di alcuni vecchi edifici. Il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, ha invitato la popolazione a non uscire di casa, ha disposto la chiusura di tutti gli uffici e vietato l’acceso al cimitero. Chiuse anche le scuole.

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