Arriva sul palco brandendo una manina di plastica, sulle note della sua canzone blues ‘Show me the way’. Beppe Grillo si presenta così sul palco di Italia 5 Stelle, presentato dal vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, come “il padre di tutti noi”. E il fondatore del M5s esordisce: “E adesso la satira chi la deve fare? Qui c’è il premier, un ministro… non sono più i ragazzi che conoscevo. Ho visto ora l’intervento di Conte, che ha fatto un passaggio umano e antropologico pazzesco. Fino a 4 mesi fa Conte era un cazzo di professorino che faceva l’esegesi del diritto romano e adesso è qui a dire: ‘Cambieremo il mondo’. Non so più cosa dire. Ho visto dall’Annunziata Luigi. Luigi è una macchina da guerra, nessuno riesce a metterlo in difficoltà. Solo io riesco, perché so tutte le cose vere della sua vita. Non pensavo nemmeno che Luigi Di Maio andasse in pubblico a dire ‘sono contento dell’outlook stabile’… alla facc’ r’o cazz’ Luì”.
Grillo, poi, scherza sull’indagine per vilipendio nei confronti dell’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e aggiunge: “Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Il vilipendio di cui sono accusato è una battutina che ripeto anche qui, ma in forma anonima e semplice. Un capo dello Stato presiede il Csm, capo delle forze armate. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare”.
Nel finale, Grillo ironizza su Matteo Salvini: “I 5 Stelle vanno d’accordo con Salvini. Io non lo conoscevo, l’ho incontrato una volta in aeroporto, ero già ‘elevato’ e Salvini percepiva questa potenza che emanava il mio fisico come razza superiore alla sua. Si è avvicinato e mi ha detto: ‘Signor Grillo, c’è mia mamma al telefono la potrebbe salutare?’. Le ho detto: ‘Signora, perché non ha preso la pillola quel giorno?’. Comunque, Salvini è uno che dice una cosa e la mantiene e questo è un miracolo oggi in politica. Poi siamo diversi”.

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