Nello stesso giorno in cui si è discusso in Tribunale il Riesame di Mimmo Lucano, quasi mille persone pomeriggio si sono ritrovate davanti alla prefettura di Reggio Calabria per protestare contro l’arresto del sindaco di Riace, ai domiciliari dal 2 ottobre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Un’occasione per dire no all’atteggiamento del ministero dell’Interno e del Servizio centrale dello Sprar che nei giorni scorsi hanno revocato i finanziamenti per l’accoglienza.

Per Nuccio Barillà di Legambiente “c’è il tentativo di distruggere Riace”. A Reggio c’era anche l’ex sindaco di Messina Renato Accorinti secondo cui “la strategia di Salvini è molto chiara. Il suo atteggiamento è nazi-fascista”.“Riace dimostra tanto e questo è il motivo per cui viene attaccata – aggiunge Alessia Stelitano di Potere al popolo -. La vogliono chiudere per rimettere nelle mani delle mafie la gestione di milioni di euro”.

“Hanno voluto umiliare una persona umile”. Un sindacalista extracomunitario della Cgil dice la sua: “Non dico che la cosa è partita da Salvini. La cosa è partita da Minniti. Le prime inchieste sono partite da Minniti. Lo dobbiamo dire, compagni, tra di noi. Oggi l’Italia sta avendo un governicchio. Io vivo qui da 30 anni, sono di sinistra ma piango addirittura Craxi e Berlusconi. Almeno avevano dei governi con le palle. Oggi non parla il primo ministro, ma parlano i viceministri”.