È successo nella notte, alla vigilia della visita di Matteo Salvini, in campagna elettorale in vista delle provinciali del 21 ottobre. Una bomba carta è esplosa davanti alla sede della Lega ad Ala, in provincia di Trento, mandando in frantumi alcuni vetri. I due responsabili del gesto sono stati individuati e identificati e il ministro dell’Interno ha fatto tappa nel paese nel pomeriggio, mentre in serata è atteso il suo comizio. “Auspico e chiedo la massima durezza – ha detto il governatore Ugo Rossi -. Non è possibile che ciclicamente qualcuno di certi ambienti faccia le solite cose. Sarebbe ora e tempo di agire con durezza”.

Solidarietà al segretario Mirko Bisesti da parte del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana che su Facebook ha scritto: “La violenza non ci fermerà”. Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, invece, ricorda che nell’arco di tre mesi sono state scoppiate tre bombe carta: “A luglio nella nostra sede trevigiana di Villorba, a settembre in quella di Cremona. Parliamo di bombe, qualcuno se ne rende conto? Tre bombe in tre mesi”. Poi aggiunge: “Non sottovalutiamo questi episodi, dobbiamo subito agire per impedire un ritorno del terrorismo, un ritorno degli anni di piombo. Ma intanto fermiamo le bombe, prima che ci scappi il morto”.

Condanna l’atto vandalico anche Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd: “Noi non saremo mai dalla parte delle bombe; la nostra condanna per la bomba carta esplosa davanti ad una sede della Lega in Trentino è tanto più forte quanto più forte è la nostra avversione alle idee della Lega. Ma la battaglia politica si fa contrastando le idee che non condividiamo con idee e proposte migliori, sbugiardando le false promesse e i gravi errori, o i danni che si procurano al paese: mai con la violenza”.

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