Potrebbe essere un aggressore o addirittura un killer seriale l’uomo arrestato a Modena perché accusato di aver violentato e ucciso una donna il cui corpo è stato poi dato alle fiamme. Le indagini sono partite dopo il ritrovamento il 10 settembre scorso del cadavere carbonizzato in una zona vicino al fiume Panaro frequentato da prostitute e tossicodipendenti. A quel corpo è stato molto complicato dare un nome. Grazie all’autopsia si è stabilito che la vittima aveva circa 3o anni e grazie al piercing a un labbro, al database delle forze dell’ordine e all’analisi delle denunce di scomparsa la vittima è stata identificata in una cittadina romena. Decisivo per la sua identificazione un frammento bruciato di un libro di scuola, presente tra le ceneri e che sulla copertina riportava il nome della figliastra.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Lucia Musti, sospettano che l’uomo possa essere anche l’autore di un’aggressione sessuale in un garage a Zocca, il 28 agosto scorso, e di un tentativo di sequestro a Savignano sul Panaro. La vittima si chiamava Vasilica Nicoleta Neata: alla sua identità è stato possibile arrivare grazie a un chiodo endomidollare che era le era stato impiantato a seguito di un incidente stradale. “Ne risultano solo due del genere impiantati in Italia”, ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Modena, Giovanni Balboni. La donna sarebbe stata uccisa in un luogo differente da quello del ritrovamento del cadavere, ovvero un luogo isolato e di prostituzione. Gli inquirenti stanno attendendo gli esiti del lavoro della medicina legale per chiarire come sia stata uccisa la 31enne: si presume soffocata o presa a bastonate. La mancanza degli arti, spiegano gli inquirenti, “è legata alla presenza di animali selvatici in zona, considerando che la salma è rimasta all’aperto per dieci giorni”, il delitto, infatti, sarebbe del 30 agosto.

Secondo gli inquirenti Raffaele Esposito, 34 anni, ha preso di mira, in pochi giorni, dal 24 agosto al 2 settembre, tre donne, tutte di corporatura esile e di età giovane. Ora è accusato di per omicidio, tentato sequestro di persona e violenza sessuale, secondo gli inquirenti avrebbe anche potuto uccidere ancora. “Ha provato a sequestrare una giovane a Savignano sul Panaro – ha detto il comandante del nucleo operativo dei carabinieri Stefano Nencioni -. Ovvio che in posto così piccolo, se mai la giovane fosse sfuggita al sequestro, lo avrebbe immediatamente identificato. Dunque a lui non sarebbe rimasta altra scelta. Insomma, non possiamo escludere che avrebbe potuto uccidere di nuovo”. Esposito era già stato arrestato dopo il tentativo di sequestro e la nuova ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata direttamente in carcere. Per la procura l’indagato è una persona pericolosa, assolutamente priva di controllo e di empatia verso le vittime. Il comportamento che emerge “è quello di un vero e proprio criminale seriale capace di arrivare sino all’omicidio”, scrivono i pm nella richiesta di custodia cautelare, accolta dal gip.

Gli invetsigatori ritengono di aver ricostruito la sequenza delle aggressioni. La mattina del 24 agosto a Zocca avrebbe violentato una donna che conosceva, dopo averla imbavagliata e bendata. Poi la notte tra il 29 e il 30 agosto avrebbe ucciso la prostituta romena. Infine, il 2 settembre, avrebbe tentato di sequestrare una 18enne a Savignano sul Panaro, qualificandosi come appartenente all’Arma e desistendo dopo la reazione della vittima. L’uomo ha ammesso la responsabilità della violenza sessuale, mentre le fasi del sequestro sono state riprese dalle telecamere di una abitazione. Sull’omicidio avrebbe accusato misteriosi uomini di colore, ammettendo di aver bruciato il corpo e di averlo fatto per paura. Una versione ritenuta fantasiosa e inverosimile dagli inquirenti.