Vera marchesa o fake costruito ad arte? I dubbi sulla veridicità del titolo nobiliare di Daniela Del Secco d’Aragona (così, perlomeno, è come si fa chiamare) esistono da anni. Già nel 2013 Dagospia si occupava dell’eccentrico personaggio della movida romana: “Daniela si chiama sì Del Secco, come risulta anche dall’elenco dell’Ordine dei giornalisti lombardi (al quale è iscritta dal 1992, ndr). Ma il “d’Aragona” se lo è aggiunto lei, sfruttando una somiglianza con una vera famiglia marchionale. Eh già, perché sull’Albo d’Oro si trovano i “Secco d’Aragona”, stirpe milanese, ma nessuna Daniela risulta all’appello dell’edizione 2005 (o di quelle precedenti)”, scriveva il sito di Roberto D’Agostino.

Ora che Daniela Del Secco è dentro la Casa del Grande Fratello Vip il dilemma si riaccende: non sarebbe, insomma, una vera Marchesa. Anche perché, come hanno fatto notare a Domenica Live nei giorni scorsi, “essendoci la Repubblica, i titoli nobiliari non hanno più alcun valore”. Piuttosto i beninformati sostengono (ma noi prendiamo queste informazioni con il beneficio del dubbio) che in realtà la donna abbia un passato da estetista e venditrice di creme per i calli. Effettivamente basterebbe andare sul sito ufficiale della Del Secco per trovare prodotti di cosmetica in vendita: una crema da 30ml arriva può arrivare a costare anche 650 euro.

I veri del Secco d’Aragona, famiglia nobiliare milanese, già nel 2013 avevano deciso di “sconfessare” la divertente Daniela con una nota ufficiale: “La Famiglia Secco d’Aragona ha appreso che la signora Daniela Del Secco utilizza il cognome della Famiglia ovvero fa riferimenti, peraltro neppure corretti, alla storia della Famiglia medesima. La Famiglia Secco d’Aragona tiene a precisare che la suddetta signora Daniela Del Secco non ha nulla a che vedere con la Famiglia Secco d’Aragona, alla quale infatti non appartiene, e si riserva ogni più opportuna valutazione”. Insomma, come ha detto lo stesso Maurizio Battista dentro la Casa di Cinecittà la Del Secco “ha creato un personaggio e lo vive”.

 

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