Il pensionato toscano Giancarlo Pelosini è tornato a parlare tramite un’intervista al Il Messaggero del momento che lo ha reso, suo malgrado, un volto indelebile della tv italiana. Una storia che nasce in un’epoca in cui la televisione non conosceva ancora la velocità dei social, ma che oggi continua a riaffiorare ciclicamente tra meme e compilation: “Vengo riconosciuto e i ragazzi mi cercano sui social. Mi chiedono di mandare video di auguri o di fare dei saluti. Mi fa piacere perché sento che la gente mi vuole bene”.
Prima della notorietà televisiva, Pelosini ha lavorato per anni nel mondo delle telecomunicazioni. Una carriera iniziata in fabbrica e poi proseguita nella telefonia pubblica: “A dire il vero la prima occupazione fu nello stabilimento di bicarbonato Solvay. Poi un parente mi consigliò la compagnia telefonica e, dopo un corso a Roma di tre mesi, venni assunto appena terminato il servizio militare. Cominciai quando ancora si chiamava Sip e salutai nel momento in cui si era passati a Tim”.
La tv, però, non era nuova per lui. Già prima della “Ruota”, aveva messo piede nel mondo dei quiz televisivi: “Nel 1990 partecipai ad ‘Ok, il prezzo è giusto’ di Iva Zanicchi. C’era già stato un amico e mi comunicò che il programma aveva bisogno di una novantina di persone al giorno. Chiunque facesse domanda veniva accettato. Anzi, erano gli autori a spronarti per coinvolgere dei conoscenti”.