“Non accettiamo lezioni di diritto e di umanità da parte del signor Macron. Negli ultimi mesi ha blindato le frontiere con l’Italia e ha respinto più di 50mila immigrati, soprattutto donne e bambini“. A 24 ore dalle polemiche nate dopo il rifiuto della Francia all’attracco a Marsiglia alla nave Aquarius 2 della ong Sos Méditerranée, con conseguente attacco all’Italia sulla chiusura dei porti alle imbarcazioni dei soccorritori, Matteo Salvini risponde al Presidente francese, Emmanuel Macron.

Le parole di Salvini arrivano dopo quelle del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che martedì sera aveva risposto alle parole del capo dell’Eliseo, che sosteneva l’inizio di “una crisi politica tra l’Italia e il resto dell’Europa. L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino”. Il premier del governo Lega-M5S aveva ribattuto a tono: “Se Macron, a quanto mi riferite, dice che l’Italia ha una crisi politica in atto con l’Ue, io rispondo che lui rappresenta la Francia, l’Europa è composta da 27 Paesi. Se parla per la Francia va benissimo: l’Italia non ha un problema con la Francia”.

La polemica era nata dalla richiesta di accoglienza straordinaria da parte degli operatori della ong che si trovavano a largo delle acque libiche dopo aver soccorso 58 naufraghi. Dopo il rifiuto della Francia, temendo il peggioramento delle condizioni meteo che annunciavano “onde alte fino a 5 metri”, i responsabili avevano comunque deciso di dirigersi verso le coste francesi, nonostante si trovassero più vicini alle coste italiane e maltesi.

La situazione si è poi risolta nella serata di martedì, con un accordo tra quattro Paesi dell’Ue, Francia, Spagna, Portogallo e Germania, che hanno deciso di spartirsi i migranti. È stata Lisbona, stando ai media francesi, ad annunciare un accordo con la Francia e la Spagna per l’accoglienza delle persone a bordo della nave. Malta, invece, recupererà i migranti ma non parteciperà alla ripartizione. La decisione è stata presa assieme a Parigi e Madrid. Un accordo, ha spiegato il ministero dell’Interno di Lisbona, “preso in modo solidale e concertato con Spagna e Francia”, con la Germania pronta a collaborare.

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