La fashion week è finita. In grande stile ovviamente. Sulla settimana della Moda di Milano è calato il sipario, sì, quello del Teatro alla Scala dove domenica si è tenuta la cerimonia di premiazione dei Green Carpet Fashion Awards, gli Oscar della moda sostenibile. Così, per l’occasione, piazza della Scala si è trasformata in una grande distesa di erba verde, con tanto di uccellini in sottofondo. Una dimensione bucolica e paradisiaca che ha accolto grandi star internazionali. C’erano l’attrice Cate Blanchett che ha premiato gli allevatori australiani di pecore della lana merinos, Julianne Moore in viola (alla faccia della superstizione), Cindy Crawford, Michelle Hunziker con Tomaso Trussardi e molti altri vip. Tra cui anche Donatella Versace, la lady in giallo al centro delle cronache di queste ore per l’imminente vendita della sua casa di moda. Dopo aver festeggiato i quarant’anni alla guida della maison, Donatella sarebbe infatti pronta a cedere per due miliardi di dollari al miglior acquirente il marchio della Medusa, oggi di proprietà per l’80% della famiglia Versace e per il 20% del fondo Blackstone. L’operazione potrebbe concludersi già domani e in lista sono rimasti solo due gruppi americani: quello del designer Michael Kors (che solo due anni fa aveva acquistato Jimmy Choo) e quello del brand di gioielli più famoso al mondo, Tiffany & Co.

 

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I’m very excited to be part of the #GreenCarpetFashionAwards tonight in Milano! ??? #mfw #greencarpet @greencarpetfashionawards #greencarpetawards

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Una notizia che ha colto tutti di sorpresa, soprattutto dopo la sfilata-omaggio al fratello Gianni che ha visto protagoniste assolute tutte le super top del momento, da Bella e Gigi Hadid a Emily Ratajkowski, Kaia Gerber e Kendall Jenner. La collezione Primavera/Estate 2019 di Versace ha riportato in auge tutti i cavalli di battaglia della maison, dalle stampe vivaci ai colori shocking, mixandoli con maestria e trasformandoli in abiti in pelle drappeggiati, immancabili t-shirt con logo e completi sartoriali che giocano su pattern grafici in stile tartan. Hanno seguito il fil rouge della loro tradizione anche Dolce & Gabbana, che hanno voluto portare in passerella il loro “DNA”, quell’insieme di valori che richiamano l’essenza di una Sicilia lontana, con la devozione e la famiglia tradizionale. La loro sfilata si è aperta infatti con il suono delle campane e poi una processione di donne in nero con in mano una candela accesa, segno di devozione verso la Madonna che ancora sopravvive in alcuni borghi del Sud Italia.

 

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Monica Bellucci. #DGDNA #DGWomenSS19 #DolceGabbana

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Ma le vere protagoniste sono le dive di oggi, icone dell’eleganza e di una bellezza senza tempo, come Monica Bellucci bellissima in un abito a pois bianco e nero. Poi è la volta di Eva Herzigova, regina in black, e di Carla Bruni: l’ex première dame non ha perso lo smalto e, fasciata in un tailleur metallico da Lady Oscar del 21esimo secolo, cammina sulla pedana come se non l’avesse mai lasciata. Ma non finisce qui. Sfilano anche la madre dell’ecclettico fondatore di Tesla, Elon Musk; Marpessa, che sorride e dispensa baci al pubblico come una vera diva; e poi intere famiglie come quella di Isabella Rossellini, di Mariano Di Vaio e Cameron Dallas, emblemi della “DG family”. Ma oltre alle dive, alle famiglie e a donne di ogni taglia, hanno sfilato anche le supermodelle: Sara Sampaio in tubino sui toni del rosa, Emily Ratajkowski con un leggiadro bustier in trasparenza, Ashley Graham in versione animalier e Kitty Spencer, nipote di Lady Diana e nuova musa degli stilisti. Sulle note di Funiculì Funiculà (scelta folkloristica in pieno stile D&G) si alternano in passerella giacche con note dorate, fantasie in stile maiolica, abitini retrò in pizzo nero, corone e perfino cappelli a cilindro. Il tutto all’insegna della DG Family, come l’hashtag sulla felpa che, nemmeno a dirlo, è già virale.

Atmosfera ben diversa si è respirata invece da Armani. Dopo la sfilata-evento all’eroporto di Linate, re Giorgio è tornato protagonista con la presentazione della collezione Primavera /Estate 2019 della sua linea di alta moda nel quartier generale di via Bergognone. Abiti fluidi, morbidi, eterei e quasi impalpabili. Mutevoli come i riflessi delle luci su uno specchio d’acqua, delicati ma, al contempo, pieni di carattere. Rosa e azzurro, agli antipodi, sono i colori chiave di tutta la collezione che esemplifica il concetto di eleganza per antonomasia. Niente a che vedere insomma con lo show all’insegna della trasgressione (e pure della volgarità) visto venerdì sera in passerella da Philip Plein. Lo stilista tedesco ha voluto infatti rendere omaggio a Michael Jackson con una filata-party (iniziata con un’ora e mezza di ritardo) tra pelle, piume, cristalli e borchie in perfetto stile fetish. Uno spettacolo con tanto di nani in bicicletta e ballerine, artisti di strada e ballerini burlesque non meglio definiti, tanta pelle, latex, e chiodi alla Michael Jackson’s style che hanno reso lo spazio di via Watt una sorta di Moulin Rouge 2.0. Mini esibizione live di rapper tra cui Rita Ora e Chris Brown, e, per concludere, hanno sfilato la modella Winnie Harlow, la top con la vitiligine protagonista assoluta dell’evento, e l’ultima fidanzata dello stilista, Magdalena Frackowiak con un abito super trasparente che metteva ben in vista il perizoma di cristalli.

 

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U can’t touch this ……… @winnieharlow @frackowiakmagdalena

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Momento trash anche sulla passerella dello stilista sardo Antonio Marras, che con la sua PE 19 ha mandato in passerella anche un gruppo di modelli in mutande con gli scarponi al collo che si sono abbracciati a più riprese prima di lasciarsi andare a una sorta di “doccia” con sacchi di farina. Una performance un po’ bizzarra che si ispira al tema dell’amore senza discriminazioni. Degno di nota anche il debutto in passerella del brand di sportswear Fila che, dopo aver inaugurato la sua mostra alla Triennale e forte del rilievo avuto dall’originale collaborazione con Fendi, ha conquistato tutti con la sua prima sfilata, tra le più attese di questa fashion week. Bianco, rosso e nero i colori predominanti, accompagnati al mitico logo che campeggiava su t-shirt e felpe di cotone con elementi a contrasto come tacchi e sandali preziosi.

Insomma, quella che si è appena conclusa è stata una delle fashion week milanesi più spettacolari e ricche di spunti e suggestioni, e sicuramente si farà ricordare. Dopo giorni frenetici e intasati dal traffico delle berline che portavano di qua e di là vip, influencer e addetti ai lavori, la città si svuota perché è già ora di volare a Parigi, dove Gucci già sta scaldando i motori per il suo debutto ufficiale oltr’Alpe.

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