Il dato ormai sembra solido per tutti gli istituti di sondaggio: la Lega non solo ha agganciato, ma ha anche sorpassato il Movimento Cinque Stelle. Il Carroccio, anche secondo Euromedia Research e Piepoli (istituti di riferimento di Porta a Porta, Rai1), ha quasi raddoppiato il proprio bacino elettorale potenziale rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo. Secondo i dati di Alessandra Ghisleri la Lega (dal 17 delle urne) è al 32, per Nicola Piepoli è al 30. Cambia, tra i due istituti, il rapporto di forza con l’altro socio di governo, il M5s che la Ghisleri dà al 28,3 (-4,4 rispetto al 4 marzo), mentre Piepoli lo assesta al 30 quindi al pari dei leghisti. Quello che interessa ai sostenitori del governo tuttavia è che la base virtuale di voti per la maggioranza che sostiene l’esecutivo è intorno al 60 per cento.

La crescita della Lega è dovuta in buona parte al travaso di voti provenienti da Forza Italia (ora dato tra il 10 e l’11) e Fratelli d’Italia (3,5). Interessante, peraltro, notare che la coalizione del centrodestra per Euromedia sarebbe sopra quota 46 per cento, mentre per Piepoli sarebbe al 44. In entrambi i casi la maggioranza assoluta in Parlamento sarebbe vicina.

E allora non sarebbe meglio un partito unico del centrodestra? Non è detto. L’elettorato di area è spaccato a metà. Per Euromedia i favorevoli rappresentano il 39,8 per cento, mentre i contrari sono poco meno del 43; per Piepoli la situazione è ribaltata (45 per cento favorevole, 37 contrario).

Poi c’è il centrosinistra, a dir poco malconcio, anche per i sondaggi. Il Pd è ormai ingessato al 17 per cento, decimale più decimale meno. L’unica altra forza politica nella coalizione che raggiunge una cifra sondabile è PiùEuropa, data intorno al 2. La coalizione, tutta insieme, sarebbe sotto al 20. Non andrebbe molto meglio con il contributo di Liberi e Uguali che attualmente sarebbe sotto la soglia di sbarramento del 3 per cento.

E’ significativo il dato di indecisi e astensione che sta sensibilmente sotto il 25 per cento. E’ come se la polarizzazione – tra forze di maggioranza e di opposizione, ma anche all’interno delle forze di maggioranza – spingesse alla partecipazione.