“L’Italia non è più disponibile ad accogliere indiscriminatamente i migranti, contribuendo seppure involontariamente a incrementare il traffico di esseri umani e supplendo alla responsabilità che spetta all’Unione europea, ottundendo il vincolo di solidarietà che grava su ciascuno Stato membro”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto questa mattina in Senato per l’informativa sul caso della nave della Guardia Costiera Diciotti, l’imbarcazione rimasta bloccata per cinque giorni nel porto di Catania con a bordo 150 migranti a fine agosto scorso. Le sue parole sono state accolte da un lungo applauso dai banchi di Lega e Movimento 5 stelle. Il capo del governo ha ribadito la linea del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che per la gestione della vicenda è indagato per sequestro di persona dalla procura di Agrigento, e ha detto che ad avviso delle autorità italiane lo sbarco dei migranti sarebbe dovuto avvenire a Malta. E anche il soccorso sarebbe stato responsabilità di La Valletta, ma, ha continuato, è stata “constatata l’inerzia” delle autorità maltesi. Quindi ha dichiarato: “Senza l’intervento concreto e diretto della nave della Guardia Costiera italiana molti dei migranti soccorsi sarebbero morti“. Parole molto significative anche alla luce delle tensioni tra i militari e l’esecutivo nelle ore immediatamente successive al salvataggio: solo pochi giorni fa infatti, il sottosegretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti, intervistato da Peter Gomez, aveva detto che “c’è un problema con la Guardia costiera italiana, che di solito risponde agli ordini” e non si erano esclusi interventi nei confronti dei vertici. A dimostrare la necessità dell’intervento ci sarebbe stata la ricognizione di un velivolo della Guardia Costiera in zona che, poche ore dopo il soccorso dei migranti, aveva rilevato l’assenza del barcone con “chiare tracce di un affondamento quali iridescenze da idrocarburi, diversi giubbotti di salvataggio ed elementi strutturali di un’imbarcazione”.

Conte ha quindi ribadito la necessità di un cambio di gestione del fenomeno a livello comunitario: “Abbiamo la ferma convinzione”, ha detto, “che sia improcrastinabile l’avvio della definizione di un meccanismo stabile e sostenibile per la gestione complessiva delle fasi di sbarco, redistribuzione, rimpatrio”. Secondo il presidente del Consiglio si stanno registrando “segnali di avvicinamento“. Conte ha riservato più di un passaggio critico nei confronti dell’Unione Europea: la vicenda Diciotti “non è stata una bella pagina per l’Europa”, ha continuato. “Ha perso l’occasione per dare concretezza a quei principi di solidarietà e responsabilità che vengono costantemente evocati come valori fondamentali dell’ordinamento europeo”. A chi ha poi accusato il governo di aver sequestrato i migranti sulla nave Diciotti, Conte ha replicato: “Le operazioni relative all’intervento di soccorso hanno inteso sempre privilegiare la salvaguardia delle vite umane e della dignità delle persone, coniugando tale intendimento con l’altrettanto necessario rispetto degli obblighi derivanti dalla vigente normativa internazionale e convenzionale sul salvataggio in mare e sul diritto d’asilo dei migranti”.

Per le repliche la prima a prendere la parola è stata la senatrice radicale Emma Bonino. “E’ stata – ha detto l’ex ministra in Aula – una brutta pagina non solo per l’Unione europea ma anche per l’Italia: l’Europa delle patrie, come le chiamava Pannella, non ci porta da nessuna parte, ma solo a scontri che vedrebbero l’Italia perdente”. Tra l’altro la Bonino ha sottolineato come secondo lei “non è facendo la voce grossa che si va avanti in Europa: se un’agenzia dell’Onu avvia un’ispezione su di noi, reagire minacciando di togliere i fondi non è un buon modo per andare avanti”. Critico anche l’ex presidente del Senato Piero Grasso che è intervenuto per Liberi e Uguali: “Avete ancora una volta fatto i forti con i deboli, tenendo in ostaggio – perché di questo si parla – centosettantasette uomini, donne e bambini, vittime di torture indicibili e di stupri nei campi libici, umiliando loro e la nostra storia”.

Secondo l’ex ministra della Difesa Roberta Pinotti, e ora senatrice Pd, in quei sette giorni è “stato sospeso il diritto”: “Nei 7 giorni in cui la Diciotti è stata in mare e nei 4 in porto, senza poter attraccare, è stato sospeso il diritto”. Quindi anche lei ha ribadito: “Non è stata una bella pagina per l’Europa, ma neanche per l’Italia”. La Pinotti ha anche criticato Conte per non essere intervenuto prima: “Rispettiamo la sua ricostruzione ma sarebbe stato meglio che, sulla vicenda della nave Diciotti, Conte avesse fatto sentire la sua voce allora per governare correttamente i rapporti tra i poteri dell Stato, invece di essere ostaggio delle scelte di Salvini. Dopo il vertice europeo di giugno Conte ci ha raccontato che l’Italia aveva ottenuto risultati importanti, coinvolgendo i Paesi europei nell’accoglienza dei migranti. Il risultato è che si è passati dall’obbligatorietà alla volontarietà. Quindi Conte non ha raccontato al verità. E infatti, nel caso della Diciotti, l’Europa non ha aiutato l’Italia”.