Sabato da brividi al Lido di Venezia. Sotto una pioggia che da venerdì ha dato solo alcuni momenti di tregua (senza impedire a Lady Gaga un red carpet spettacolare davanti alla Sala Grande e un saluto agli spettatori anche nella successiva proiezione al Palabiennale), arriva oggi alla 75esima Mostra del Cinema il primo film italiano in concorso, Suspiria di Luca Guadagnino, che, più che un remake del classico horror firmato da Dario Argento nel 1977, è annunciato come una rielaborazione. Assieme al regista, sono arrivate al Lido Dakota Johnson e Tilda Swinton, protagoniste della pellicola.

Vestita di giallo senape, con gonna lunga e blusa in seta dal colletto alto e ruches di Haider Ackermann, Tilda Swinton ha catalizzato l’attenzione ai photocall. Al suo fianco, la splendida Dakota Johnson: l’attrice della trilogia di Cinquanta Sfumature ha scelto invece un vestito grigio polvere in pizzo ricamato, dalla linea semplice ma molto romantica ed eterea, con una profonda scollatura. A completare il look, un trucco leggero, acqua e sapone.

Suspiria è ambientato nella Germania degli anni ’70, in un’accademia di danza, dove una ballerina americana (Dakota Johnson) decide di iscriversi per poi rendersi conto che la fondatrice dell’istituto (Tilda Swinton, che interpreta tre ruoli diversi) è una strega ed utilizza l’istituto come copertura per lo studio delle scienze occulte.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Festival di Venezia 2018, The Ballad of Buster Scruggs: le sei favole del vecchio West dei magici fratelli Coen

prev
Articolo Successivo

Venezia 75, Peterloo di Mike Leigh: “Ogni giorno ci troviamo davanti al potere che viene tolto al popolo”

next