Un bambino padovano di 9 anni, autistico e ipovedente, si è visto negare per mancanza di fondi la disponibilità dei libri di testo a caratteri tipografici speciali. Dopo che il caso è stato sollevato dal Gazzettino di Padova, la presidenza nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) si è attivata per mettere a disposizione i libri necessari al proseguimento degli studi del bambino. A venir meno, spiega all’Ansa Marco Condidorio, coordinatore della commissione nazionale Uici per istruzione e formazione, “sono stati i soldi erogati dalla Regione Veneto” per la trascrizione di testi a caratteri speciali.

“In questo caso – aggiunge – la cooperativa di Padova che ha in gestione la stampa di questi libri, non avendo ricevuto i fondi dalla Regione, non ha potuto proseguire con la stampa”. Questo, precisa Condidorio, “è un servizio che noi Uici normalmente diamo, ma l’autonomia dei territori può creare questo tipo di disservizio. Un disservizio che non è dell’Uici ma della Regione“.

Per il bimbo che fra pochi giorni sarà in quarta elementare l’episodio si è concluso in modo positivo, “senza alcun aggravio per i genitori o per la scuola”. I libri di testo sono già in lavorazione presso la Biblioteca italiana per ciechi “Regina Margherita di Savoia” di Monza e saranno pronti al più presto. “Siamo molto soddisfatti della positiva risoluzione di un episodio che non avrebbe mai dovuto verificarsi”, afferma in una nota Mario Barbuto, presidente Uici. L’intervento della onlus è stato possibile in virtù del protocollo sottoscritto col Miur a inizio agosto per attuare azioni comuni per garantire l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Diciotti, su quella nave ho visto gli occhi di una madre che nel viaggio ha perso le sue figlie

prev
Articolo Successivo

Università e diritto allo studio, il Veneto vuole più autonomia. Ma la proposta di Zaia è pericolosa?

next