Tutti i documenti che ad oggi compongono la convenzione tra Autostrade per l’Italia e il ministero delle Infrastrutture sono stati pubblicati sul sito della concessionaria. Compresi gli allegati e il Piano finanziario, cioè il “cuore” della concessione che contiene gli elementi – investimenti, manutenzioni e introiti da tariffe – che determinano gli aumenti tariffari.

“Trasparenza”. “Fuori tempo massimo” – Un’operazione “trasparenza” per “rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni”, dice Autostrade, seguite al crollo del ponte Morandi a Genova. Un “effetto dell’azione politica del governo del cambiamento“, ribatte il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, dopo “20 anni di segreti e di omissis“. E nel pomeriggio interviene anche il vicepremier Luigi Di Maio: “Trasparenza fuori tempo massimo, l’unica soluzione è la nazionalizzazione. Di loro non ci si può fidare”.

“Rispondiamo a strumentalizzazioni” – La mossa, spiega la società, è stata decisa “per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema” dopo il crollo del viadotto Polcevera, collassato nel capoluogo ligure lo scorso 14 agosto provocando 43 morti. E sottolinea come “nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali”, che pure in altri Paesi europei come per esempio la Francia sono totalmente pubblici.

Toninelli: “Avevo già chiesto al Mit di procedere” – La decisione arriva a poche ore dall’informativa davanti alle commissione riunite del ministro Danilo Toninelli e dopo giorni di polemiche sulla secretazione della convenzione, che per altro il governo vorrebbe annullare. Ma il ministro, pubblicando la lettera inviata negli scorsi giorni al capo Dipartimento delle Infrastrutture e i Sistemi informativi e statistici, inizia la sua replica prima di presentarsi davanti ai parlamentari: “Autostrade per l’Italia dice improvvisamente di voler fare trasparenza cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all’interesse pubblico“, scrive il titolare del Mit. “Peccato che già venerdì scorso, avessi dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione – spiega aggiungendo che verranno messe online sul sito del Mit tutte le convenzioni – E ciò malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire, compresa la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l’Italia a pubblicare tutto”.

Di Maio: “Nazionalizzazione unica soluzione” – Più tardi, dopo l’intervento di Toninelli davanti ai parlamentari, è Di Maio a rilanciare con il tema della nazionalizzazione come “unica soluzione”. Spiegando che la pubblicazione “tardiva” degli allegati finora secretati non fermerà l’iter, il vicepremier afferma: “Quella della nazionalizzazione è anche una sfida: vogliamo dimostrare che con onestà, trasparenza e competenza lo Stato può garantire ai cittadini ciò che gli spetta di diritto. La rete autostradale è stata infatti pagata dai nostri genitori e dai nostri nonni”. E quindi, aggiunge, “non si capisce perché debba lucrarci una sola famiglia che fino al 2012 aveva una holding con sede in Lussemburgo per pagare meno tasse e fare lauti guadagni e che, una volta beccati, hanno risolto tutto con una mediazione amichevole con l’Agenzia delle Entrate di soli 12 milioni. Sarà un caso che poi il capo delle Agenzie delle Entrate, Befera, è stato nominato nell’organismo di vigilanza proprio della holding dei Benetton? Basta con queste magagne: del patrimonio della Rete autostradale devono goderne tutti gli italiani”.

“Il Morandi non lo faremo ricostruire a loro” – Il ministro dello Sviluppo Economico torna anche sul tema della ricostruzione del viadotto Polcevera: “Se a questa società stiamo per togliere le concessioni, figurarsi se le faremo ricostruire il ponte. Loro possono, anzi devono metterci i soldi – attacca – È il minimo che possono fare dopo quello che è successo. A rifare il ponte dovrà essere per me un’azienda di Stato. Fincantieri è un’eccellenza mondiale, possono realizzare il ponte in meno di un anno e lo faranno nel cantiere di Genova così da portare anche lavoro e lustro alla città e ai genovesi che si stanno già rimettendo in piedi ma hanno bisogno di tutto il nostro supporto“. Poco dopo, rispondendo in commissione, anche Toninelli ha ribadito che non sarà Autostrade a ricostruire il Morandi: “Sarà Fincantieri con Cassa depositi e prestiti, con il bollino dello Stato. Loro ci metteranno i soldi, se vorranno iniziate a risarcire”.

Autostrade: “Molti documenti già pubblici” – La concessionaria sottolinea invece che gran parte di questi documenti “era stata già pubblicata sul sito web del ministero” lo scorso 2 febbraio e aggiunge che “la totalità dei documenti stessi era stata già resa disponibile nella scorsa legislatura (maggio 2017) ai membri della Commissione Lavori Pubblici del Senato per consultazione”. La secretazione, secondo Autostrade, si spiegherebbe con la necessità di “assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento”.

La diretta dell’audizione di Toninelli in commissione