Il senatore repubblicano John McCain non riceverà più le cure per il tumore di cui soffre da tempo. “Il progresso della malattia e l’inesorabile avanzare dell’età rendono il loro verdetto. Con la sua consueta forza di volontà, ha adesso scelto di interrompere le cure mediche”, così la famiglia in una nota. Il senatore aveva reso pubblica la sua malattia l’estate scorsa: una forma “grave e aggressiva” di tumore al cervello. In un anno, fa sapere la figlia Meghan, McCain ha superato le aspettative di vita che i medici avevano previsto. L’ex candidato alla Casa Bianca, uno dei maggiori oppositori del presidente Trump compirà 82 anni il prossimo 29 agosto.

La figlia Meghan, nel comunicato dello scorso anno, si era detta fiduciosa nella guarigione del padre, ricordando che già una volta McCain aveva sconfitto la malattia. “È la persona più tosta che io conosca e neanche il nemico più crudele può spezzarlo. Il cancro può colpirlo in molti modi, ma lui non si arrenderà” aveva scritto la ragazza sul suo profilo social. Ma a distanza di un anno la situazione è cambiata e nel comunicato la famiglia ringrazia “i molti amici e colleghi e le molte migliaia di persone” che in questi mesi hanno espresso la loro amicizia e solidarietà al senatore, costretto a lasciare Washington per sottoporsi alle cure in Arizona.

Il senatore, considerato nello scenario politico statunitense un “cane sciolto”, è da decenni un protagonista nella vita del paese. Veterano della guerra in Vietnam – dove è stato prigioniero per cinque anni – ha sfidato alle presidenziali del 2008 Barack Obama, e dal 1986 è senatore. Negli ultimi tempi è stato uno dei dei maggiori oppositori di Donald Trump tra gli stessi repubblicani, nonostante quest’ultimo si fosse schierato con il senatore nella sua sfida contro Obama. Da ricordare il suo voto contrario alla riforma dell’Obamacare, distaccandosi dal suo stesso partito.

McCain non ha mai risparmiato critiche a Trump, soprattutto per le connessioni con la Russia di Putin, definendo più volte l’atteggiamento del tycoon molto pericoloso per gli Stati Uniti. Il botta e risposta fra i due ha occupato le pagine dei giornali per mesi, con McCain preoccupato da Trump “commander in chief”, criticandolo per i suoi attacchi alla stampa. “La dittatura inizia senza libertà di stampa” ha detto il senatore, commentando la cosiddetta “guerra sporca” del presidente alla stampa americana, colpevole di generare “fake news“.

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