Ha ottenuto il via libera in commissione e poi in Aula al Senato l’emendamento al decreto Milleproroghe, presentato da Lega e M5s, che rinvia al 2019 l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a nidi e scuole per l’infanzia. Per i senatori del Movimento 5 Stelle Paola Taverna e Pierpaolo Sileri “si tratta di una deroga messa a punto in attesa della presentazione del ddl sui vaccini che depositeremo a breve” e punta a “permettere a tutti i bambini di accedere, a settembre, alle scuole dell’infanzia”. Il Sottosegretario alla Salute, il leghista Maurizio Fugatti, parla di “decisione di buon senso per la quale esprimiamo grande soddisfazione”. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, intervistato da Radio Vaticana Italia ha però criticato la decisione parlando di “provvedimento irresponsabile, privo di razionale etico e scientifico, che pone a rischio per un anno di fatto la salute di migliaia di bambini”.

Il voto in Aula – A Palazzo Madama l’emendamento è passato con 149 voti favorevoli. I contrari sono stati 110. Un astenuto. La presidente Elisabetta Casellati ha negato il voto a scrutinio segreto richiesto in Aula dal Partito democratico. Il rifiuto è stato giustificato con questioni di regolamento. “Queste richieste devono essere fatte a tempo debito“, ha detto la presidente poco prima che il Senato desse il via libera allo slittamento dell’obbligo. Tensione in Aula anche dopo il discorso della vicepresidente del Senato, Paola Taverna, accusata dal senatore Mallegni di Forza Italia di aver mandato a quel paese i colleghi dell’opposizione, una volta terminato di parlare. Casellati ha risposto: “Spero che il vicepresidente Taverna non abbia fatto questo, perché ha un ruolo istituzionale che non glielo consente”. Poco prima, la seconda carica dello Stato era intervenuta in difesa della parlamentare M5S, oggetto di urla e fischi dai banchi del Pd, dicendo: “Ogni volta che qualcuno esprime un’idea diversa si crea una bagarre, questo non è Parlamento”.

Fattori (M5s) vota in dissenso – La senatrice del M5s Elena Fattori ha votato in dissenso dal suo gruppo sull’emendamento che fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi. Fattori, in Aula, dopo aver ricordato i bambini immunodepressi che oggi Iss ha definito “a rischio di esclusione scolastica” ha concluso: “Rispetto la scelta del mio gruppo ma per storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi ed esprimere un indignato voto contrario”.

Ricciardi: “Elevare coperture vaccinali” – “Di fatto non abbiamo ancora raggiunto quella soglia del 95% in tutte le regioni e in tutte le fasce di età che ci consente di essere tranquilli”, dice Ricciardi, commentando l’emendamento. “L’obiettivo sarebbe, quello positivo, di elevare le coperture vaccinali. C’è però una piccola minoranza di bambini, figli di genitori che si oppongono alle vaccinazioni, che dopo esser stati avvertiti e cercati di convincere per circa un anno non possono con la loro situazione partecipare all’attività scolastica perché mettono a rischio la salute degli altri bambini. Ricordo che ci sono migliaia di bambini che non si possono vaccinare perché hanno patologie che non lo consentono, e anche per loro c’è un diritto ad andare a scuola”. Ricciardi fa notare che “sicuramente il morbillo continua il suo percorso epidemico. Abbiamo visto che continua ad aumentare la pertosse, e abbiamo visto delle meningiti da Haemophilus influenzae che non vedevamo da anni”.

“Vaccinare subito i figli” – Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, dal canto suo chiede ai genitori di “vaccinare subito i figli, così possiamo tutelare la salute dei bambini e della comunità”. I bambini “dovrebbero essere sottoposti a questi strumenti di prevenzione, che permettono di evitare gravi malattie, prima di iniziare la scuola”. Dunque, sottolinea, “prendiamo atto della decisione di prorogare di un anno l’obbligo di presentazione del certificato vaccinale per l’ammissione dei bambini a scuola. Chiediamo però ai cittadini, al di là di quanto previsto da questo provvedimento, di vaccinare i figli quanto prima, di registrare l’atto di vaccinazione e di iscriverli a scuola dopo averli sottoposti a queste fondamentali misure di prevenzione. Suggeriamo ai genitori di non aspettare la scadenza dell’obbligo”. La vaccinazione, ricorda la Simg, “rappresenta una misura di tutela non solo dei figli ma dell’intera comunità”. I vaccini, rileva Cricelli, “sono strumenti di prevenzione indispensabili e sicuri e permettono di evitare gravi malattie, anche se talvolta i cittadini faticano a comprenderne l’utilità. La dimostrazione della loro efficacia fa parte delle evidenze scientifiche”.

Pd: “Maldestro tentativo” – Il Pd, che lo scorso anno ha varato il decreto sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola, parla di “un maldestro tentativo” attraverso il quale la maggioranza “getta la maschera rispetto al suo unico e vero obiettivo: aggirare il divieto”. Secondo i deputati dem la volontà del governo gialloverde è quella di “demolire l’impianto della legge Lorenzin” proprio nel momento in cui “si cominciano a raggiungere dei livelli di copertura ragionevoli” facendo “un danno gravissimo ai bambini italiani”. I senatori dem Dario Passini e Simona Malpezzi sostengono che si tratta di una “vittoria dei no vax” a scapito “dei più piccoli e dei più fragili”. “Di fatto hanno vinto i no-vax e di fatto la legge sull’obbligo vaccinale per la frequenza della scuola è stata annullata”, ha commentato l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, promotrice della legge sull’obbligo vaccinale, secondo cui l’emendamento “dimostra come si siano sposate totalmente le richieste dei no-vax che però, va ricordato, rappresentano una esigua minoranza della popolazione italiana”. E’ “una cosa gravissima: in questo modo – avverte – l’Italia disconosce il valore della scienza e del metodo scientifico. La cosa più grave è che così si mettono a rischio le nuove generazioni”.