Mentre è in fila in un ufficio pubblico ad un giovane squilla il telefono: la suoneria è in arabo, una preghiera musulmana. Una donna italiana “gli urla di cambiare suoneria, di uscire da questo ufficio pubblico, di ritornare nel suo Paese“. È quanto denuncia su Facebook l’assessora Pd alla cultura del comune di Moncalieri, Laura Pompeo che è stata testimone dell’accaduto. Moncalieri, lo stesso paese dove questa notte è stata aggredita l’atleta della nazionale italiana Daisy Osakue. È l’ennesimo episodio di razzismo, anche verbale, simile a quello avvenuto nelle stesse ore alla Asl di Giulianova, dove a un italo-senegalese di 39 anni è stato detto: “Questo non è l’ufficio del veterinario”. Dopo il bracciante ucciso a Vibo Valentia il 3 giugno, episodi si sono verificati a Roma, Vicenza, Caserta, Latina e Forlì.

“L’indignazione continua”: inizia così il racconto dell’episodio di xenofobia di questa mattina all’ufficio della società di riscossioni Soris di Moncalieri. L’assessore scrive che molti degli stranieri presenti – e specifica “solo gli stranieri” – sono intervenuti in difesa del ragazzo, “irritati e spaventati dalle parole razziste e intolleranti, dal tono violento della donna”. L’assessore Pompeo decide di intervenire e cerca di spiegare alla donna che il ragazzo non ha commesso nessun reato avendo scelto una preghiera in arabo come suoneria  – “come invece lei sosteneva”.  “Se sai che avrai solo e sempre posti in fondo e in piedi, perdi fiducia nel sistema e nel prossimo”, continua nel post riferendosi proprio alla donna che ha aggredito il ragazzo. “È davvero la barbarie“, conclude Pompeo.

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