Il tavolo convocato al mise dal ministro Luigi Di Maio su Ilva, con 60 tra enti istituzionali, associazioni e sindacati, è durato due ore. Pareri discordanti sulla formula scelta dal ministro del Lavoro e allo Sviluppo economico. “Non si fanno così le trattative” è l’opinione di Francesca Re David a capo della Fiom. “Io non capisco le polemiche per aver dato la possibilità a tutti i soggetti coinvolti di confrontarsi con ArcelorMittal” ha detto al termine dell’incontro Di Maio.
I sindacati ora rivendicano l’apertura del tavolo occupazionale, che vede l’unitarietà sindacale su un punto: “Mittal conferma i 4000 esuberi e per noi è inaccettabile anche un solo licenziamento”. Tra gli assenti il sindaco di Taranto, che proprio sulla formula dell’incontro, ha polemizzato col ministro. Tra chi ha sicuramente gradito la convocazione ci sono le associazioni ambientali e cittadine di Taranto, che assieme al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, esprimono l’amarezza per aver chiesto al colosso industriale se intendesse rinunciare all’immunità: “Ci hanno detto di no”. Dopo l’incontro Emiliano afferma: “Ora Di Maio deve decidere se tenere aperto o chiudere lo stabilimento”.

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