Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci non ci andrà perché la giudica “solo una sceneggiatura ben congegnata”. E ArcelorMittal, capofila della cordata che ha vinto la gara per acquisire l’Ilva dallo Stato, fa sapere che “non era stata messa previamente al corrente” della scelta del governo di invitare ben 62 delegazioni al tavolo convocato da Luigi Di Maio per lunedì mattina alle 10 e che la decisione è “del tutto inattesa”. Perplessi anche i sindacati, con il leader Fim Marco Bentivogli che paventa il rischio “passerella” e la segretaria leader Fiom Francesca Re David secondo cui il tavolo “oggettivamente potrà essere solo informativo”.

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo ha infatti convocato in via Veneto, per la presentazione dell’addendum migliorativo sul fronte occupazione e ambientale messo a punto dal gruppo indiano con quartier generale in Lussemburgo dopo i rilievi Anac e l’avvio del procedimento per l’eventuale annullamento dell’aggiudicazione, decine di soggetti. Non solo i vertici di Arcelor Mittal e Am Investco, i commissari straordinari, i sindacati, Confindustria e i rappresentanti degli enti locali, ma anche associazioni dei consumatori, comitati locali, organizzazioni ambientaliste. Tra gli altri, lamenta Melucci, anche “le sigle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento”.

Il tavolo “non è stato convocato per trasformarsi in un club privato“, replica Di Maio, ma “perché ArcelorMittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte. Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati. Chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze”.

Il primo cittadino attacca frontalmente parlando di “dilettantismo spaccone che il Ministro Di Maio ci spaccerà per trasparenza e democrazia, ma è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio“. Il sindaco di Taranto spiega in una nota che “poco dopo le 21.30 di sabato, l’invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura ad una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni”. Di conseguenza “il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma. L’azienda e i commissari sanno dove trovare il sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento”.

ArcelorMittal dal canto suo, in una lettera di cui dà conto l’Adnkronos, scrive che “in merito alla comunicazione con cui ieri il Ministero ha allargato ad un ampio numero di soggetti privati il tavolo istituzionale convocato per lunedì, teniamo a precisare che la nostra società non era stata messa previamente al corrente di tale decisione, che quindi anche per noi è del tutto inattesa“. “Siamo aperti al dialogo con tutti i portatori d’interesse e che questo avvenga nel rispetto delle istituzioni in un percorso condiviso, consono e costruttivo”, prosegue la multinazionale dell’acciaio che auspica per questo come “sarebbe utile avere al tavolo anche il Ministero dell’ambiente ed i tecnici del Governo che hanno lavorato alla loro controproposta, i quali sono ovviamente portatori di un interesse qualificato in ragione del tema oggetto dell’incontro”.

Per Bentivogli “il rischio è quello di una passerella. E quello di domani mi sembra più un atto dovuto per dire che la riunione c’è stata che un confronto vero mentre io mi auguro che il ministro Di Maio capisca che il confronto è una cosa seria e non un riempitivo tra una cosa e l’altra”. L’occasione è importante visto che ArcelorMittal dovrà presentare l’Addendum migliorativo alla proposta di acquisto del gruppo, messo a punto con il governo. “Proprio per questo ci aspettavamo che l’incontro fosse come quelli avuti fino ad oggi. Un incontro serio che con 62 delegazioni invitate non è certo che sia. Non sono per escludere nessuno, sia chiaro, ma dico anche che verificare la rappresentatività di chi si invita mi sembra serio. La rappresentanza va misurata, non è un sentimento popolare che la determina”, aggiunge Bentivogli ricordando come Fim, Fiom, Uilm e Usb rappresentino insieme circa l’85% dei lavoratori Ilva iscritti ai sindacati. E ancora: “Non vogliamo sedere accanto a chi ha sputato sulle istituzioni”.

Secondo Re David l’incontro dovrà far emergere “la volontà o meno del ministro ad aprire in parallelo un tavolo sul piano occupazionale e su quello industriale” e “fornire chiarezza sul percorso” ancora da compiere. “Chiederemo che il governo faccia estrema chiarezza sui tempi e i modi che ha in testa per portare avanti la trattativa. Non vorremmo trovarci di fronte ad un incontro in cui Mittal spiega le migliorie apportate e poi tutti a casa fino a chissà quando….”, dice all’Adnkronos. “Chiederemo a Di Maio se intenda parallelamente convocare il tavolo sul piano industriale e su quello occupazione visto che è ormai chiaro come la trattativa con Mittal non possa essere appannaggio solo dei sindacati ma coinvolga a tutti gli effetti anche il governo”.

Rocco Palombella della Uilm parla invece di “incontro decisivo” in cui “chiederemo, visto che Di Maio ha già espresso sulla parte ambientale un giudizio parzialmente positivo, di avviare da subito il confronto sul piano industriale e occupazionale”. L’obiettivo del sindacato è scongiurare il possibile annullamento della gara su cui a fine mese dovrà esprimersi l’Avvocatura di Stato per effetto delle criticità sul bando di gara messe in luce da governo e Anac.