Salgono a tre le vittime della legionella a Bresso, nel milanese. Dopo i due anziani, un uomo e una donna di 94 anni, morti nei giorni scorsi, un’altra donna di 84 anni è deceduta per le complicanze dopo aver contratto il batterio. Era ricoverata all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano), lo stesso dove sono morti gli altri due. E dalla Procura di Milano arriva la notizia di altre quattro persone contagiate dal batterio. Sono così ventiquattro in tutto i casi segnalati tra i comuni di Bresso, Cormano e Cusano Milanino. Simone Cairo, il sindaco di Bresso, ha richiesto nuove “indagini e rilievi in collaborazione con Arpa e Ats per verificare anche l’aria” e “non escludere nulla. C’è il sospetto in alcuni casi è che si stia sviluppando una coltura della legionella negli ambienti domestici“, ha spiegato. Per affrontare l’emergenza è stata convocata una task force che coordinerà gli interventi e gli incontri informativi alla popolazione. 

Intanto, per i condomini è prevista una sanificazione degli impianti idrici: dalle prime analisi dei campioni prelevati nell’acquedotto Milanese non c’è traccia infatti del batterio della legionella. Il Gruppo Cap, che gestisce la rete idrica di tutti i Comuni della Città Metropolitana di Milano, compresa Bresso, esclude che batteri di legionella siano, o siano stati nel recente passato, presenti in acquedotto. “È in atto un’attività di campionamento e verifica dei siti e delle abitazioni dove abitano le persone ammalatesi di legionella”, ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, precisando che i prelievi dei campioni riguardano anche “altre aree sensibili“. Si tratta di individuare la presenza attiva e lo sviluppo del batterio e di bonificare i luoghi interessati. L’esito dei primi esami e controlli eseguiti è atteso per venerdì.

La Procura di Milano ha fatto sapere di voler aprire un’inchiesta, al momento a carico di ignoti e senza ipotesi di reato, sul caso. Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha voluto, però, precisare che “non si tratta di un’emergenza, anche se chiaramente sul fatto che si ripresenti ciclicamente a Bresso faremo verifiche”. La Regione Lombardia ha consigliato di pulire i filtri dei rubinetti, lasciare scorrere l’acqua e aprire le finestre quando si fa una doccia calda e pulire molto bene i bacini d’acqua stagnante, perché la legionella non si trasmette bevendo l’acqua o con il contatto personale, ma per inalazione. “Per un riconoscimento precoce dei sintomi e per facilitare l’informazione soprattutto verso i pazienti più fragili sono stati coinvolti i medici di medicina generale, mentre sono stati allertati tutti gli ospedali di riferimento per una pronta diagnosi e la segnalazione di nuovi casi” spiega ancora Gallera in una nota.

A Bresso non è la prima volta che esplode un’epidemia di legionella: nel 2014 si verificò una situazione simile. Allora i casi di contagio furono sei di cui uno mortale. L’epidemia si sviluppò però nell’arco di mesi, mentre adesso il fenomeno è esploso in pochi giorni. I primi casi sono stati infatti segnalati alle Ats circa una settimana fa. Anche tre anni fa venne aperta un’inchiesta, successivamente archiviata.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Ricatti online, mail spedite a imprenditori e figure istituzionali: “Paga o sveliamo video di te mentre guardi porno”

prev
Articolo Successivo

Torino, lascerà presto l’ospedale Israel, il bimbo nato da nigeriana respinta alla frontiera: “Pesava solo 7 etti, ora 4 chili”

next