Sono stati assolti dal tribunale di Rovigo tutti i secessionisti lombardo veneti che erano accusati di associazione sovversiva, il gruppo aveva organizzato un’occupazione in piazza San Marco a bordo di un tanko. Erano quarantasei complessivamente gli imputati e per quindici era già stata pronunciata una sentenza di non luogo a procedere in udienza preliminare. Per i restanti coinvolti – per cui era stato  disposto il 16 giugno scorso il rinvio a giudizio – è arrivata oggi l’assoluzione. Nell’aprile del 2014 furono 24 i secessionisti che vennero arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Brescia. In sede processuale è stato modificato il capo d’accusa, diventato associazione sovversiva, e trasferito il processo a Rovigo per competenza territoriale perché il tanko era stato realizzato in un capannone di Scodosia, nel Padovano.

Lo scorso 2 febbraio invece il Tribunale di Brescia aveva emesso una condanna nei confronti di Michele Cattaneo, bresciano di 38 anni,  a due anni, senza la sospensione della pena, per associazione sovversiva. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Cattaneo era stato il costruttore del cannoncino da montare sul carrarmato artigianale che il gruppo aveva realizzato in un capannone a Casale di Scodosia, nel padovano. Era stato l’unico del gruppo a scegliere il rito abbreviato e l’unico ad essere stato processato a Brescia visto che poi la Corte d’Assise aveva dichiarato l’incompetenza territoriale disponendo la trasmissione degli atti a Rovigo che ha competenza sul comune di Casale di Scodosia. Il gup Alessandra Sabatucci aveva  rigettato la richiesta di trasferimento del procedimento e aveva condannato l’imputato.

Il processoproseguirà solamente per 15 imputati limitatamente alla costruzione del Tanko che avrebbero voluto utilizzare. Tutti i 46 imputati sono invece stati assolti dal tribunale di Rovigo dall’accusa di associazione sovversiva.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Beppe Grillo vuole misure alternative al carcere. Non il Movimento 5 stelle

prev
Articolo Successivo

Mafia, i locali della Palermo bene “lavatrice per i clan”: 28 arresti. Anche Giuseppe Corona, il “re del riciclaggio”

next