È rimasta in carica appena dieci ore. Poi giovedì sera, dopo una giornata di polemiche interne, voci di corridoio e lettere anonime, Nicoletta Cardin ha rassegnato le dimissioni da assessore al Decoro Urbano e Ambiente del comune di Siena, dal 25 giugno governato dal centrodestra di Luigi De Mossi dopo 74 anni di amministrazioni rosse. A pesare sulla decisione di dimettersi a poche ore dalla ratifica del consiglio comunale sarebbero state le polemiche scoppiate negli ultimi giorni sulle attività imprenditoriali del neo assessore: Cardin infatti fino al 27 maggio scorso era coproprietaria insieme al marito Lorenzo Grassini della Aigornetto Ltd, società con sede a Londra che ad aprile aveva acquistato la Lucchese Calcio. Per tre mesi, però, l’azienda non ha pagato gli stipendi e ricapitalizzato la società sportiva portandola sull’orlo del terzo fallimento negli ultimi dieci anni e così alla fine la Lucchese non si è potuta iscrivere al campionato di serie C1. Secondo le prime ricostruzioni, i tifosi della squadra di calcio avevano anche minacciato di partire alla volta di Piazza del Campo per protestare contro il nuovo assessore al Decoro della giunta De Mossi. Inoltre giovedì pomeriggio il neosindaco di Siena e i due ex primi cittadini (oggi consiglieri comunali) Bruno Valentini e Pier Luigi Piccini hanno ricevuto una lettera anonima di un “corvo” che sollecitava l’estromissione di Cardin dalla giunta comunale per le sue attività imprenditoriali. “Per me il caso non esiste e non mi riguarda – aveva replicato l’assessore a margine del primo consiglio comunale di giovedì – sono al servizio dei cittadini e saranno loro a rispondere del mio operato”. Dopo poche ore le dimissioni che fanno già tremare la nuova giunta De Mossi.

Nicoletta Cardin, milanese classe 1974, era stata scelta dal nuovo primo cittadino senese per le sue doti di imprenditrice e lunedì, in concomitanza con la presentazione della giunta, il neo assessore aveva mostrato una visura camerale in cui dimostrava di non detenere più alcuna quota della “Aigornetto Limited”, la società che negli ultimi tre mesi ha portato al fallimento la Lucchese Calcio a suon di mancati pagamenti. “Non ho mai fatto parte della Lucchese – ha aggiunto giovedì l’assessore prima di dimettersi – ho ceduto a mio marito le quote della società che deteneva quella di calcio”. Suo marito, l’imprenditore senese Lorenzo Grassini, aveva rilevato ad aprile scorso l’80% delle quote della società sportiva ma venerdì scorso aveva annunciato di volerle restituire all’ex patron Arnaldo Moriconi denunciando ai carabinieri le lettere minatorie che lo invitavano ad andarsene al più presto.

“Nella mattinata di stamani – racconta al fattoquotidiano.it l’ex sindaco del Pd Bruno Valentini – mi è stata recapitata una lettera anonima in cui erano presenti delle notizie di reato riguardanti l’assessore Cardin e così ho deciso di girarle, tramite i carabinieri, alla Procura di Siena che svolgerà gli accertamenti necessari”. Nella missiva anonima, indirizzata anche al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, venivano messi in evidenza gli interessi imprenditoriali della Cardin nel settore immobiliare che avrebbero reso incompatibile la sua nomina in giunta: solo l’ultima goccia che avrebbe portato il neo assessore a rimettere le deleghe nelle mani del sindaco. “Hanno vinto le elezioni e formato la giunta sulla base di una promessa di cambiamento promettendo di fare pulizia anche dal punto di vista etico e morale – continua Valentini – e questo inizio dimostra che non è così”.

La nomina di Cardin ad un assessorato creato ad hoc dal sindaco De Mossi come quello al Decoro aveva suscitato i primi malumori anche all’interno della Lega. Quando il sindaco di Siena aveva reso noto i nomi della sua squadra lo scorso fine settimana, nel partito in molti non l’avevano presa bene: Cardin infatti era stata scelta in quota Lega pur non essendo una militante, tesserata e non essendosi candidata alle elezioni comunali dello scorso giugno. “Abbiamo deciso di incontrarla perché vogliamo capire – aveva commentato prima delle dimissioni il segretario regionale del Carroccio Manuel Vescovi – ci sono tante proteste di nostri elettori e militanti”. “Non so chi sia e come sia stata scelta – ci era andata giù ancora più duro la consigliera regionale Elisa Montemagni – sono basita: direi che è la sconosciuta più famosa del mondo. Quello che Grassini sta facendo alla Lucchese non può passare sotto silenzio, per questo mi colpisce che sia stata scelta sua moglie”. Giovedì mattina, inoltre, il consigliere comunale della Lega Paolo Benini si era addirittura dissociato dalla nomina di Cardin chiedendo le dimissioni del commissario senese del partito Marco Landi.

Quello di giovedì, comunque, non è stato certo un esordio felice per la nuova giunta di centrodestra. Prima delle dimissioni di Cardin, la giornata si era aperta con la difficoltà del consiglio comunale appena insediato di eleggere il proprio presidente. Alla fine è stato eletto Marco Falorni, ma solo alla seconda votazione dopo che otto franchi tiratori della maggioranza lo avevano impallinato votando per Benini, critico nei confronti del sindaco De Mossi per la mancanza di “discontinuità” nella formazione della giunta.