“Sul problema dei lupi Luca Zaia non dice niente. Sugli eventuali abbattimenti decide il ministro”. Questa è l’unica dichiarazione che trapela dal silenzio del governatore veneto, che dopo aver deciso di non firmare una proposta di legge leghista per l’abbattimento degli animali protetti, ha così fatto sapere di allinearsi con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il quale non è affatto favorevole alla riduzione della fauna attraverso forme, seppur selezionate, di uccisione degli animali. Zaia, quindi, fa l’ambientalista e raccoglie subito il plauso di Massimo Vitturi, responsabile Lav Area Animali selvatici. “Sa che l’eventuale provvedimento sarebbe stato anticostituzionale e così ha dimostrato di essere perfettamente in linea con il governo M5s e Lega, con il ministro dell’Ambiente che ha già annunciato che impugnerà le leggi approvate dalle Province di Trento e Bolzano”. Parole di plauso incondizionato, anche perchè il Veneto “evita un’altra sonora bocciatura di una legge regionale, così come avvenuto con quella che prevedeva pesanti sanzioni a chi disturba le attività di caccia”.

È bastato che sui giornali veneziani uscisse l’elenco dei 12 consiglieri leghisti o della Lista Zaia che hanno presentato il progetto di Legge n. 368 sulle “misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori” per accorgersi che il governatore non aveva apposto la propria firma. Evento non inconsueto, ma comunque un primo segnale del fatto che Zaia intende restare fedele al principio espresso un anno fa: “Ai lupi non si spara”. Lo aveva detto dopo che il consiglio regionale aveva approvato una mozione per uscire dopo quattro anni dal progetto Wolf Alps di protezione dei lupi, che al centrodestra aveva fatto venire il mal di pancia.

Eppure il disegno di legge veneto, che ricalca quello approvato a Trento e Bolzano, porta le firme del capogruppo regionale leghista Nicola Finco, del presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti e dell’assessore Luca Coletto. L’intellighenzia del Carroccio ha lanciato una sfida impossibile perchè il governo ritiene di propria competenza la materia e quindi impugnerà ogni legge che voglia interferire con essa. Repliche delle opposizioni: “Faremo un’opposizione durissima”, ha detto Andrea Zanoni del Pd. “La caccia al lupo è vietata dalle norme europee e dalla legge nazionale”. “La Regione Veneto fa solo una gran confusione – commentano i 5 stelle, l’onorevole Sara Cunial e il capogruppo Manuel Brusco – Zaia si schiera contro gli abbattimenti, mentre l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan tiene una linea opposta”.

È stato proprio Pan, pochi giorni fa, a firmare un protocollo con le associazioni degli allevatori e degli agricoltori per far fronte ai danni arrecati dai lupi (nel 2017 si sono registrati 163 eventi predatori che hanno portato alla morte di 357 capi di bestiame). Aveva ricordato gli interventi di prevenzione la richiesta alla Comunità Europea di togliere al lupo la qualifica di specie protetta. Il presidente Coldiretti, Martino Cerantola, aveva preso la palla al balzo: “Con il piano di controllo serrato si può passare alla fase successiva: quella dell’abbattimento”.