Sarà il caldo di questi giorni, sarà la radice italiana che rischia di confondere, sarà quel che sarà, fatto sta che l’errore del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non è passato inosservato. O, meglio, l’errore di chi gestisce il profilo Twitter del capo del governo, personaggio non avvezzo ai cinguettii sui social network, visto che il suo profilo è stato aperto nelle ore in cui è stato nominato premier. Errore di inesperienza? Non proprio. I fatti sono andati diversamente. Per ricordare il 4 luglio, giorno in cui gli Stati Uniti festeggiano l’Indipendenza, sul profilo del premier si leggeva: “I più sinceri auguri per la Festa dell’Indipendenza a tutto il popolo americano. Italia e USA sono uniti da uno speciale sentimento di amicizia, un fortissimo vincolo di alleanza e un patrimonio di storia, di valori e di cultura. Happy 4th of July”.

 

Fin qui niente di strano, almeno fino all’hashtag a corredo e il relativo strafalcione: “#indipendenceday” ha scritto il social media manager di Conte. In tanti hanno subito fatto notare che la parola corretta è Independence, con la “e” e si sono scatenati in commenti più o meno ironici. Tra tanti interventi sotto al tweet anche quello di un utente che ha fatto notare come anche Renzi, in passato, sia cascato nello stesso tranello.

Dopo qualche minuto, il tweet galeotto è stato rimosso e sostituito con la parola giusta. Questa è la cronaca. Ciò che non tutti hanno potuto leggere, invece, è stato ciò che ha portato alla gaffe. Nelle chat della comunicazione di Palazzo Chigi, infatti, il responsabile dell’errore ha subito ammesso la propria responsabilità, sottolineando che la sua colpa è stata quella di aver ripreso un hashtag che circolava in Rete. Una leggerezza, insomma.

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