È ancora il momento della Lega. Quello che in Parlamento è il socio di minoranza del governo Conte continua a macinare consenso: dopo una cavalcata senza sosta cominciata con l’exploit del 4 marzo, il Carroccio guadagna un altro punto percentuale e sfonda il 31%, superando in modo stabile i Cinquestelle, scesi al 29,8%. Le rilevazioni di Ipsos per il Corriere della Sera mostrano anche che Salvini e compagni sono attrattivi come non mai, soprattutto nel campo del centrodestra: dopo aver prosciugato Forza Italia, ora il messaggio della Lega sembra aver definitivamente sfondato anche tra i delusi di Fratelli d’Italia, che ha dimezzato i propri voti dal 4 marzo

L’altro contraente del contratto di governo, secondo il sondaggio Ipsos, è decisamente più in difficoltà: i grillini hanno perso circa 3 punti dal 4 marzo, ma il dato che farà riflettere Di Maio e i suoi è che in questi mesi i 5s hanno convinto pochissimi italiani in più rispetto alla elezioni: l’elettorato del Movimento è rimasto per il 90% lo stesso da quella data.

Dall’altra parte il Carroccio, oltre ad avere la conferma di oltre 9 italiani su 10 che l’hanno scelto alla politiche, si dimostra in grado di attrarre elettori un po’ dappertutto, se si esclude il centrosinistra: chi oggi voterebbe Lega, il 4 marzo aveva scelto Forza Itala (18%), il M5s (10%) o non aveva votato (9). “Non era mai capito che a mano di 4 mesi di distanza dalle elezioni si manifestasse una mobilità elettorale tale da far quasi raddoppiare i consensi per una forza politica che è uscita al terzo posto dalle urne e oggi è prima”, sintetizza il sondaggista Nando Pagnoncelli.

Nel campo del centrosinistra il Partito democratico fa segnare un lieve aumento rispetto a una settimana fa e sale al 18,9%, poco sopra rispetto al 18,7% delle politiche. Chi continua a perdere consensi è Liberi e Uguali, che tocca il suo minimo storico al 2,3%. In controtendenza invece il movimento Più Europa guidato da Emma Bonino, che ha guadagnato quasi un punto percentuale salendo al 2,8%. Lieve ripresa per le liste alleate del Pd, che oggi raccoglierebbero comunque solo lo 0,8%, un punto secco in meno rispetto al 4 marzo.