La tensione resta alta (soprattutto in Italia), ma Roma e Parigi lavoreranno “mano nella mano”. Dopo giorni di polemiche e accuse da una parte e dall’altra della frontiera sul tema immigrazione, Giuseppe Conte e Emmanuel Macron si sono visti e hanno garantito una “convergenza su immigrazione ed euro”, ribadendo che si tratta di temi sui quali “negli ultimi anni l’Ue ha mancato di solidarietà ed efficacia”. La soluzione ipotizzata, tra l’altro già più volte promossa dai francesi, è quella della costruzione di hotspot nei Paesi di origine e di transito dei migranti, chiedendo una “maggiore condivisione dei rischi nell’eurozona“. Se gli attacchi fino all’ultimo avevano lasciato pensare che il vertice saltasse, oggi i due leader si sono presentati in conferenza stampa rivendicano una unità d’intenti sul futuro immediato dell’Unione Europea.

Un clima di serenità che stride con le tante divergenze ancora sul campo, innanzitutto con Matteo Salvini. Macron infatti, rispondendo a una domanda sull’asse dei volenterosi tra Roma-Berlino-Vienna, rilanciato dal nostro ministro dell’Interno, ha detto: “E’ un asse che non ha portato bene nella storia”. Ma soprattutto ha ribadito: “I Paesi si mettono d’accordo a livello di leader”. Un chiaro segnale di chiusura nei confronti al ministro dell’Interno del Carroccio e un tentativo di ricordare che Macron intende parlare solo con Conte e non con i vicepremier Di Maio e Salvini. Poco prima inoltre, il presidente francese aveva sottolineato l’impegno della Francia nel campo dell’immigrazione: “Quest’anno l’Italia ha ricevuto 18mila domande d’asilo, la Francia 26mila”. Come a dire che la Francia ha dato un contributo maggiore. Sono dichiarazioni che non possono passare inosservate in Italia, dove i leader M5s e Lega sono attenti a mostrare la nuova linea di resistenza. Conte dal canto suo lunedì 18 vedrà Angela Merkel e sarà una nuova partita. Da oltreoceano, intanto oggi sono arrivati i complimenti di Donald Trump al presidente del Consiglio: “Fantastico! – ha detto in un’intervista a Fox News riferendosi a Conte – sembra che essere duri sull’immigrazione ora paghi”.

Conte: “Con Macron perfetta intesa”. Il presidente francese: “Io amo l’Italia”
Le dichiarazioni dei due leader al termine del pranzo di lavoro a Parigi sono state di concordia e tentativo di ricucire dopo le tensioni. “Ci sono stati dei giorni un po’ turbolenti per la storia dell’Aquarius – ha detto il capo del governo italiano – è stato un momento di particolare tensione per l’Italia, nostro primo obiettivo è stato mettere in sicurezza la nave e le persone sulla nave. Con Macron c’è una perfetta intesa, c’è stata una telefonata in cui ci siamo perfettamente chiariti”, ha detto, per poi annunciare lo svolgimento di un “vertice bilaterale che si terrà in autunno a Roma“. “Sarà la sede e l’occasione – ha spiegato – per intensificare a vari livelli lo scambio fra i due paesi e rafforzare la cooperazione”. Macron non è stato da meno nelle dichiarazioni di cordialità: “Conte sappia che qui ha un presidente della Repubblica francese che ama l’Italia – ha metaforicamente teso la mano il capo dell’Eliseo – e vuole avere successo con lei per un’Europa più forte”.

La linea sui migranti: “Voltare pagina”. Hotspot nei Paesi d’origine e riforma regolamento Dublino
I due leader si sono detti concordi sulla necessità di “voltare pagina sui migranti”. Il che passa per uno spostamento dei confini dell’Unione principalmente verso sud: “Bisogna rafforzare a livello europeo i rapporti con i Paesi di origine e transito dei migranti per prevenire i viaggi della morte”, ha detto Conte sottolineando che servono “centri di protezione europei nei Paesi di origine e di transito per accelerare identificazione e richieste di asilo“. “Prevedremo presidi di protezione fuori dall’Ue che possano gestire le richieste di asilo. Il problema delle risorse economiche c’è ma l’Italia non ne ha mai fatto un problema economico, c’è un problema di solidarietà”, ha spiegato il premier.

I Paesi interessati, avevano fatto trapelare fonti del governo italiano prima della conferenza stampa, sarebbero principalmente quelli africani, Niger e Libia in primis. L’obiettivo: chiudere la rotta del Mediterraneo centrale. Della creazione di hotspot nei Paesi di origine e di transito aveva parlato il capo dell’Eliseo il 27 luglio 2017: “Questa estate la Francia creerà alcuni hotspot in Libia”, aveva detto Macron pochi giorni dopo aver messo l’uno di fronte all’altro a Parigi Fayez Al Sarraj, il presidente del governo di Tripoli patrocinato dall’Onu e riconosciuto dai Paesi occidentali, e Khalifa Haftar: l’uomo forte di Bengasi e capo delle milizie fedeli al parlamento di Tobruk. Un annuncio cui non seguirono mai fatti concreti, ma che venne subito interpretata come un tentativo scalzare l’Italia nella gestione della crisi libica. Una tendenza a scavalcare Roma confermata anche pochi giorni fa: il 29 maggio Macron ha messo attorno a un tavolo Al Sarraj, Haftar, il presidente della Camera Salah e quello del Consiglio di stato Al Meshri, che si sono impegnati per portare il Paese a nuove elezioni entro l’anno. E oggi En Marche, il partito del presidente francese, fa sapere: “Siamo molto favorevoli” alla realizzazione degli hotspot per migranti nei Paesi di origine. Lo ha dichiarato Christophe Castaner: “È un’idea che Emmanuel Macron sostiene da più di un anno”, ha aggiunto.

Sul fronte comunitario, il tema sul tavolo è quello della riforma del regolamento di Dublino: “Speriamo di andare avanti con i partner europei nei prossimi mesi su una riforma profonda delle regole di Dublino per una migliore responsabilità e divisione” del peso dei migranti, ha detto Macron. “Il sistema oggi non funziona – ha aggiunto il capo dell’Eliseo – non dà risultati soddisfacenti, dobbiamo trovare meccanismi che consentano la solidarietà e dobbiamo fare in modo che la situazione geografica non ci metta in situazioni politiche insostenibili”. “Il regolamento di Dublino deve cambiarie – ha sostenuto Conte – l’Italia è contraria (alla proposta in discussione preparata dalla Bulgaria e respinta da Roma, ndr) e sta preparando una proposta propria che non vede l’ora di condividere con gli altri partner in vista di formalizzarla alla prossima presidenza Ue austriaca”.

L’attacco a distanza a Salvini: “L’asse Roma-Berlino-Vienna? Formula sfortunata della storia”
Il punto di divergenza più netto tra i due leader è stato sicuramente quello sul cosiddetto “asse dei volenterosi” instaurato tra il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il capo del Viminale Matteo Salvini. “Diffido di queste formule che non ci hanno portato mai tanta fortuna nella Storia”, ha affermato Macron. “I Paesi hanno dei capi di stato e di governo: l’Italia ne ha uno, la Germania ha un capo di governo. Se i Paesi si mettono d’accordo è a questo livello che succede. Finora non abbiamo ancora cambiato le Costituzioni”, ha proseguito. “Io vorrei un asse dei volenterosi che abbracci tutti i Paesi europei, è quello a cui aspiriamo”, la posizione di Conte. E nel merito di Salvini, ha replicato: “Bisogna avere un approccio conforme, una situazione europea che possa convincere tutti. Se poi il ministro dell’Interno italiano ha contatti privilegiati con alcuni in Europa è una fortuna per noi, per trovare soluzioni e portare più solidarietà. E’ una buona notizia per tutti”.

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