Continua la traversata della Aquarius, la nave di Sos Mediterranée con a bordo 106 migranti, che insieme al convoglio composto da nave Dattilo, che ha il coordinamento del trasferimento, e da una nave della Marina (con a bordo i restanti 523 migranti trasbordati dalla nave della ong) è diretta a Valencia. E oggi Medici senza frontiere ha fatto sapere che durante il salvataggio della notte del 10 giugno due giovani migranti sono “dispersi, presumibilmente annegati nel Mediterraneo“. La Spagna di Sanchez, che nei giorni scorsi ha offerto il porto sulla Costa Blanca, ha anche annunciato di volere “farà il possibile” per rimuovere il filo rasoiato in cima alle barriere che circondano le enclave spagnole di Ceuta e Melilla. Filo che fu fatto installare nel 2013 dal governo conservatore di Mariano Rajoy, con una decisione giudicata ‘disumana’ dall’opposizione, da organizzazioni umanitarie e dai vescovi spagnoli. Ancora prima invece, ai tempi di Zapatero, la Guardia Civil sparava sui migranti davanti a Gibilterra. Novità anche sul fronte maltese: nelle ultime ore una nota del Ministero dei trasporti ha smentito il premier Joseph Muscat, che in un’intervista aveva dichiarato come non fossero arrivate richieste di aiuto da parte dell’Aquarius. “Già in data 10 giugno il Mrcc di Roma aveva inviato più sollecitazioni con carattere di urgenza al Rcc maltese”, ha precisato il Ministero in una nota, smontando così la ricostruzione della Valletta.

Salvini: “Aquarius in Spagna? Certo, non decidono loro dove finire la crociera” – Il viaggio sta provando i migranti a bordo, soprattutto per il mal di mare causato dal maltempo dei giorni scorsi. Difficoltà che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha liquidato come “problemi loro” e, alla domanda se l’imbarcazione fosse diretta in Spagna ha aggiunto: “Certo. Non è che adesso possono anche decidere dove cominciare e dove finire la crociera. Mi sembra che l’arrivo sia previsto sabato senza intoppi”. Al momento, però, l’arrivo è previsto per domenica alle 8 di mattina. Nella notte le condizioni meteo sono migliorate e la nave ha fatto una sosta tecnica programmata ad una decina di miglia dal porto di Olbia, per ricevere dalle motovedette della Guardia Costiera noci, banane essiccate, zuppe liofilizzate e giocattoli per i bambini a bordo e in mattinata ha passato l’isola dell’Asinara. “Ci sono 15 nodi di vento e onde di un metro e mezzo – dice da bordo Alessandro Porro – la notte è trascorsa tranquilla, anche se ormai i migranti sono al sesto giorno di viaggio e sono esausti”.

 

Spagna vuole togliere il filo rasoiato a Ceuta e Melilla – Sull’immigrazione il nuovo governo socialista in Spagna vuole cambiare registro e, oltre ad accogliere la nave Aquarius, promette che “farà il possibile” per rimuovere il filo rasoiato in cima alle barriere che circondano le enclave spagnole di Ceuta e Melilla, separandole dal Marocco, da dove molti migranti tentano di entrare attraverso la barriera. Con una significativa storia di sangue e di morte.

A esprimersi su questo problema è il neoministro dell’interno dell’esecutivo Sanchez, l’ex magistrato Fernando Grande-Marlaska, che ha detto di aver ordinato un’indagine sulla famigerata barriera di filo spinato e di lame affilate come rasoi che sovrasta la rete di confine alta sei metri, per trovare “sistemi meno sanguinosi”. “È una delle mie priorità”, ha dichiarato Grande-Malaska, citato da media, fra cui Bbc. Secondo il ministro, infatti “possiamo agire a monte, fermare prima” i cosiddetti “saltatori”, coloro che arrivano a scavalcare la barriera. “Ma non possiamo permettere che si arrivi a quel punto. Non è né ragionevole né accettabile vedere persone che saltano dalla barriera” a Ceuta e Melilla. Un 30enne senegalese è morto dopo essersi reciso la carotide su un filo rasoiato e la Croce Rossa spagnola ha registrato 25 casi di migranti che si sono feriti con le lame e il filo spinato, 10 dei quali ricoverati in ospedale, solo dall’inizio del 2018. Il filo rasoiato fu fatto installare nel 2013 dal governo conservatore di Mariano Rajoy, con una decisione giudicata ‘disumana’ dall’opposizione, da organizzazioni umanitarie e dai vescovi spagnoli.

I preparativi a Valencia – A Valencia intanto si sta allestendo l’area dove saranno accolti i migranti, nei pressi del terminal delle crociere: è la ex base di Alinghi, il consorzio svizzero che qui difese la Coppa America di vela. Il convoglio sarà accolto al limite delle acque territoriali dalle motovedette spagnole, poi l’Aquarius e le due navi militari su cui si trova la maggior parte dei 629 migranti entreranno al porto scaglionate, con un intervallo di 3/4 ore tra una e l’altra: prima le due navi militari e infine la Aquarius.

Muscat: “Mai ricevute richieste di aiuto dall’Aquarius” – Matteo Salvini ha detto che Malta ha preso le risorse, ma non gli immigrati. Ma dalle colonne del Corriere della Sera, il premier maltese risponde: “Con tutto il rispetto per il ministro italiano, dico che è falso. L’incarico che abbiamo a livello internazionale non è di erigere un muro, ma di garantire ‘ricerca e salvataggio’ in mare. E noi lo facciamo”. Malta, continua, è “il secondo Paese dopo la Svezia che ha accolto più domande di asilo rispetto alla popolazione” e “mentre altri hanno tentennato, Malta ha accolto l’intera quota di ricollocamento dei migranti che gli spettava secondo gli accordi con l’Ue. Questo non è prendere i soldi e scappare”.

Muscat dice anche che “non mi risulta” che l’Aquarius abbia chiesto l’attracco a Malta, come porto più vicino, e che il Paese non abbia risposto: “So che la Aquarius non ha inviato segnali di aiuto. È vero invece che il Centro di coordinamento di Roma ha chiesto all’Aquarius di fermarsi in alto mare tra Malta e Italia. Cosa che per le regole internazionali non avrebbe dovuto fare perché si rischiava una crisi umanitaria”. Poi aggiunge: “Per l’Aquarius il porto più sicuro era Lampedusa e non Malta“. Siamo alla guerra di parole? “Non esageriamo, solo un po’ di turbolenza“, minimizza il premier, che dice di avere “la coscienza tranquilla. Il presidente della Commissione europea Juncker mi ha confermato che abbiamo agito secondo le regole. Non conviene a Malta e neanche all’Italia, che ci si divida quando i nostri interessi sono identici davanti agli altri partner europei“. “Conosciamo l’Italia, riusciamo a capire quando prevale la dialettica politica o gli interessi elettorali. Quel che per noi è inaccettabile è essere apostrofati come fossimo una provincia invece di uno Stato sovrano“, conclude.

Ma a smentire Muscat sull’assenza di invio di segnali di aiuto per l’Aquarius è il Ministero dei Trasporti. “In relazione a quanto dichiarato oggi in una intervista a un quotidiano italiano dal primo ministro maltese, Joseph Muscat, “in particolare rispetto alle richieste di far attraccare in emergenza Aquarius a Malta (“Non mi risulta. Dalle registrazioni delle comunicazioni da e per la nave so che la Aquarius non ha inviato segnali di aiuto”), si precisa che già in data 10 giugno il Mrcc di Roma aveva inviato più sollecitazioni con carattere di urgenza al Rcc maltese”.