Quello della nave Aquarius, con i 106 migranti rimasti a bordo, si sta trasformando “in un viaggio della speranza“. Lo dice Alessandro Porro, uno dei soccorritori a bordo dell’imbarcazione di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere. La Guardia Costiera spiega che il convoglio composto da nave Dattilo, che ha il coordinamento del trasferimento, dalla Aquarius e da una nave della Marina “si sta dirigendo verso nord senza particolari criticità”. Al momento il convoglio si trova in prossimità di Arbatax ad una distanza di 15 miglia dalla costa. La rotta, lungo la costa est della Sardegna, è utile per “mitigare gli effetti delle condizioni meteo marine avverse”. La Aquarius, che è già al quinto giorno di navigazione, ha dovuto infatti circumnavigare la Sardegna da est per evitare condizioni peggiori di quelle già incontrare durante la notte con il vento a 35 nodi (un po’ meno di 70 chilometri orari) e onde fino a 4 metri. “Le persone a bordo – racconta Porro – sono state portate all’interno della nave per via del forte vento e delle onde lunghe costantemente oltre i tre metri. Diversi migranti hanno sofferto il mal di mare”.

In particolare il team medico di Msf ha assistito almeno 80 persone con sintomi da mal di mare, tra cui donne incinte e una neo-mamma che allattava il suo bambino. La maggior parte delle persone ha dormito nel riparo allestito all’interno della nave per proteggerle dal vento. Con l’allungamento del percorso reso necessario dal maltempo si allungherà ulteriormente il percorso che porterà la Aquarius a Valencia, a questo punto non prima di domenica. Una situazione che non sposta di un millimetro la posizione del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Se hanno dei problemi con un quinto delle persone che di solito prendono a bordo, mi sembra che hanno dei problemi loro”. “Una nave che prende a bordo sistematicamente 500 persone mi sembra sia attrezzata. E ne hanno a bordo cento” aggiunge il vicepresidente del Consiglio. Successivamente il leader leghista, secondo quanto riporta l’Agi, rispondendo a una domanda ha detto: “Certo. Non è che adesso possono anche decidere dove cominciare e dove finire la crociera. Mi sembra che l’arrivo sia previsto sabato senza intoppi”. Dalla sua, tuttavia, l’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Federica Mogherini sottolinea che “viste anche le notizie sulle condizioni del mare” nella legge “c’è una chiara indicazione” affinché venga fatto “ogni sforzo per limitare al minimo il tempo di permanenza delle persone a bordo della nave”.

A bordo ci sono 52 donne, 10 bambini e 45 uomini, tra cui persone trattate per sindrome da annegamento o con gravi ustioni da carburante e acqua salata. “Abbiamo distribuito arance, barrette di cereali, cornetti e thè freddo forniti ieri dalla Guardia Costiera Italiana – racconta Aloys Vimard, capo progetto di Msf, dal bordo della Aquarius – e le condizioni del mare sono leggermente migliori”. “I nostri amici, colleghi, con 106 persone esauste e vulnerabili – aggiunge la presidente di Msf Italia, Claudia Lodesani – e tante altre sulle navi delle autorità italiane, sono da giorni in mare, stanotte con onde alte e vento forte, in una lunga e assurda traversata verso la Spagna. Nel frattempo la zona di ricerca e soccorso resta sempre più scoperta, 41 persone sopravvissute a un naufragio recuperate da una nave americana sono restate per ore in attesa che qualcuno se ne assumesse la responsabilità, 12 cadaveri sono rimasti in mare”.

Fonti del governo di Madrid spiegano che l’arrivo delle navi (Aquarius più le due italiane) con i 629 migranti salvati dal naufragio in acque internazionali, nel Mediterraneo, nella notte tra venerdì e sabato, potrebbe ritardare proprio per il peggioramento delle condizioni atmosferiche. La vicepremier Carmen Calvo è già a Valencia per incontrare il presidente della Comunitat Valenciana Ximo Puig e coordinare i preparativi dell’arrivo dei migranti. Le autorità spagnole esamineranno “caso per caso” la situazione dei 629 migranti – tra cui si sono soprattutto eritrei, sudanesi e nigeriani – e decideranno se trasferirli in centri umanitari o di detenzione per stranieri come avviene per coloro che arrivano in barconi o via Ceuta e Melilla. “Li riceveremo in modo rispettoso” ha assicurato la Calvo.

La Lodesani aggiunge: “Sotto gli occhi del mondo intero, questo braccio di ferro sulla pelle delle persone mette gravemente a rischio il sistema di ricerca e soccorso, che risponde all’obbligo del diritto internazionale e marittimo di salvare vite in mare. Un sistema a cui le organizzazioni umanitarie hanno offerto il proprio aiuto, supportando la Guardia Costiera italiana nel salvare vite, per colmare il drammatico vuoto lasciato dagli Stati europei”. Dall’inizio delle proprie attività in mare Msf ha contribuito a salvare oltre 75mila vite nel Mediterraneo centrale, nel rispetto del diritto marittimo e sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana. “Preoccupa la prospettiva futura – dice Marco Bertotto, responsabile Advocacy & Public Awareness di Msf – I segnali non sono positivi. Le navi devono poter sbarcare le persone soccorse il prima possibile. Ora invece ci sono tre navi destinate ai soccorsi che per 7-10 giorni saranno impegnate in altro”.

Intanto Arci e Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione illustreranno martedì i ricorsi presentati da alcuni avvocati dell’Asgi alla Corte europea per i diritti dell’uomo per le violazioni dei diritti umani da parte del precedente governo italiano nelle procedure di respingimento di migranti tunisini verso il loro Paese. Verranno inoltre fornite informazioni sul contenuto degli accordi siglati dall’Italia con la Tunisia, che concernono tra l’altro l’attuazione delle politiche di espulsione e respingimento verso quel Paese. “Mentre la nave Aquarius è in difficoltà a causa delle condizioni del mare – dichiara l’Arci in una nota – verranno valutati, anche alla luce delle Convenzioni e del diritto internazionale, i primi atti in materia di immigrazione e accoglienza assunti da questo governo”.