Si rischia un’altra rivoluzione, perché nessuno potrà acquistare tutti i pacchetti disponibili per la prossima Serie A. E certamente, un altro cambiamento epocale, si profila per i gol in chiaro: non potranno essere trasmessi prima delle 22 di domenica. Tradotto: una storica trasmissione come 90° Minuto rischia la chiusura. Di certo, non sarà prima a trasmetterli, come è sempre stato da 48 anni a questa parte. I tg, infatti, potranno far vedere i gol perché coperti dal diritto di cronaca.

Sono queste le principali novità approvate dall’assemblea dei presidenti di Lega di Serie A dopo la rottura con Mediapro, che aveva acquistato i diritti per poi rivenderli ma non ha verso le garanzie richieste dalle società. I club stanno procedendo a trattativa privata con le varie emittenti (negli scorsi giorni, tra i vari incontri, c’è stato anche quello con Mediaset, che rischia di rimanere “al buio” sul calcio) e oggi hanno reso noto come intendono vendere i diritti per il prossimo triennio.

Nessun operatore potrà acquistare l’intero campionato di Serie A, con il rischio implicito di dover avere due abbonamenti per godersi tutte le partite; la seconda novità riguarda appunto la trasmissione in chiaro delle immagini delle partite che potrà avvenire solo dopo le 22 oppure tre ore dopo il termine del match sul digitale. La necessità dei due abbonamenti per gli utenti potrebbe restare un fantasma se chi acquisterà i diritti dovesse stringere accordi commerciali con altre emittenti, previsti dal bando.

In sostanza, il rischio di dover pagare due pay-tv appare remoto: dato per scontato l’investimento di Sky, se anche Mediaset dovesse riuscire ad acciuffare un pacchetto (Cologno conta di mettere sul piatto circa 200 milioni di euro, nell’ottica degli acquisti “opportunistici” previsti dai vertici in seguito al fallimento della vendita di Premium a Vivendi) dopo la “pace” firmata poco prima di Pasqua è possibile che le due piattaforme decidano di venirsi incontro. Evitando agli utenti il doppio abbonamento e riuscendo a dare entrambe un’offerta completa per i propri clienti. Anche se su tutto lo scenario delineato dall’assemblea di Lega, pende ora il sigillo dell’Antitrust.

La Rai, si legge in una nota di Viale Mazzini, “evidenzia con stupore che si è davanti ad un rischio grave e incomprensibile per il servizio pubblico: non far vedere a tutti gli italiani il sabato sera e la domenica pomeriggio le immagini salienti delle partite, come avvenuto per oltre mezzo secolo, ma solo a chi può permettersi abbonamenti con privati“. “La Rai – si legge – potrebbe essere costretta a rinunciare a trasmissioni storiche come 90esimo Minuto”. “Chiediamo pertanto ai presidenti delle società di Serie A di rivedere questa decisione che danneggia prima di tutto i loro stessi tifosi e tutti gli appassionati di calcio”, conclude la nota dell’azienda.