Alla fine Mediaset andrà a nozze con Sky. La partita politica è data per persa. Quella giudiziaria, a quanto pare, in buona parte. E così la famiglia Berlusconi cerca di uscire una volta per tutte dalla trappola francese firmando una pace a sorpresa con lo squalo australiano Rupert Murdoch, nemico di vecchia data oggi salvatore della patria. Una vera e propria beffa. E non tanto per il cessate il fuoco tra due imprenditori anagraficamente sul viale del tramonto. Quanto piuttosto per il fatto che, se tutto andrà come sembra, il progetto industriale costosamente caldeggiato da Vincent Bolloré di unire l’infrastruttura di Telecom Italia con i contenuti di Mediaset sotto l’egida francese, verrà definitivamente affossato, almeno nei termini voluti dal raider bretone. E uno dei colpi piu’ duri arriva proprio per mano di colui che l’idea l’aveva avuta per primo, nel 2006, quando Murdoch aveva tentato la fusione della sua Sky Italia con la Telecom di Marco Tronchetti Provera. Con tanto di memorabile scambio con Palazzo Chigi, premier Romano Prodi.

Niente a che vedere con l’accordo annunciato in sordina nella serata di venerdì santo, a esodo pasquale già in corso, che di epocale ha il significato politico, più che i risvolti propriamente industriali la cui caratteristica più saliente sarà la diminuzione della concorrenza. Si prevede infatti che la pay tv di Cologno oggetto del contendere con Bolloré, porti i suoi canali del cinema e delle serie tv nel bouquet satellitare del gruppo ancora controllato da Murdoch, mentre Sky sbarcherà nel digitale terrestre – anche con parte della sua offerta sportiva – su bande detenute dal Biscione. In pratica 5 canali di cinema e 4 canali di serie tv attualmente disponibili solo su Mediaset Premium, saranno visibili a tutti gli abbonati Sky via satellite senza nessun costo aggiuntivo. Inoltre, tutti i film e le serie tv disponibili on demand saranno inclusi tra i contenuti già a disposizione delle oltre 3,1 milioni di famiglie abbonate. Che quindi se hanno sottoscritto il pacchetto Cinema potranno vedere Premium Cinema e Premium Cinema +24. Sulla base di un secondo accordo commerciale relativo alla distribuzione di contenuti sulla piattaforma digitale terrestre, invece, Sky Italia affitterà banda sui multiplex gestiti dalla società Ei Towers del gruppo Mediaset, per distribuire direttamente una sua offerta a pagamento pensata appositamente per il digitale terrestre. A partire dal primo giugno 2018, Sky creerà una sua offerta televisiva a pagamento in digitale terrestre che combinerà una selezione dei canali Sky e Fox con i 9 canali targati Mediaset, 5 di cinema e 4 di serie tv, che contemporaneamente andranno ad arricchire l’offerta via satellite.

Ma l’intesa va oltre e prepara, di fatto, la cessione di gran parte delle attività della pay tv del Biscione a Sky. A parte l’avvio a breve dello scambio di piattaforme, con la presenza di Mediaset sul satellite che dovrebbe arrivare prima dello sbarco di Sky nel digitale previsto entro giugno, il Biscione – si legge in una nota – “potrebbe valutare l’opportunità di ampliare il perimetro della partnership con Sky Italia all’area operation pay” e cioè ad ambiti come la manutenzione tecnica, l’accesso condizionato, l’assistenza ai clienti, le attività commerciali e altre analoghe attività operative così da poter conseguire, in futuro, “ulteriori benefici economici”. Ma soprattutto, ed è la cosa che più sembra premere agli eredi di Silvio Berlusconi, Mediaset ha “ottenuto da Sky Italia il diritto di opzione senza obblighi di esercizio a cedere all’operatore satellitare, in una finestra temporale compresa fra novembre e dicembre 2018, l’intera partecipazione in una newco nella quale sarà previamente conferito da Premium il ramo d’azienda costituito dalla sua piattaforma tecnologica”, appunto l’area operation pay. Nel caso Mediaset decidesse di esercitarlo, il trasferimento della newco con il cuore di Premium a Sky Italia avrebbe luogo “immediatamente e l’operazione sarebbe naturalmente sottoposta all’approvazione delle autorità competenti (Agcm e Agcom). L’eventuale esercizio del diritto di vendita non comporterà alcuna discontinuità all’attività di Mediaset Premium che continuerà a gestire la propria offerta e la propria base clienti”, sottolinea il Biscione.

L’intesa è stata firmata dagli amministratori delegati di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, e dal suo omologo di Sky, Andrea Zappia proprio nei giorni in cui la guerra a Bollorè in Telecom Italia sta registrando i colpi più bassi contro il raider francese che avrebbe voluto unire Telecom e Mediaset come già prima di lui avrebbe, si dice, tanto voluto anche l’ex Cavaliere. Ma non certo sotto l’egida di un azionista diverso dalla famiglia Berlusconi. “E’ stato raggiunto oggi un accordo tra Mediaset e Sky Italia che prevede benefici per entrambe le società“, esordisce la nota che annuncia l’accordo. Ed evidentemente i benefici attesi valgono molto più di quanto Fininvest si aspetti di ottenere dal tribunale dove Bollorè è stato chiamato a rispondere del mancato rispetto del contratto su Premium. Che ora la stessa Mediaset non e’ a sua volta intenzionata a rispettare e, quindi, puo’ solo aspirare a un risarcimento del danno subito. Peraltro tutto da dimostrare nell’ennesima partita a carte bollate e cavilli legali.

“Gli abbonati Sky troveranno entro l’estate inclusi nei loro abbonamenti e senza costi aggiuntivi l’intera offerta di canali Cinema e Serie Tv di Premium, tutti in hd: sarà quasi come avere due offerte paytv al prezzo di una”, ha spiegato Zappia. “Dopo il lancio di Sky Q e l’annuncio della partnership con Netflix – ha continuato – l’accordo conferma la determinazione di Sky di offrire la miglior esperienza televisiva possibile agli italiani. L’altra ottima notizia è per chi invece non è ancora cliente Sky: grazie a questa nuova partnership offriremo ancora più libertà di scelta a coloro che vogliano accedere alla paytv, lanciando a giugno una offerta pensata per il digitale terrestre”. Dalla famiglia Berlusconi, invece, uno scarno comunicato senza dichiarazioni. Mentre il patriarca ancora in politica, alla vigilia delle consultazioni inneggia alla responsabilità in nome della stabilità del Paese. Dai nemici mi guardi Dio che dagli amici mi guardo io, resta invece sottinteso.

Aggiornato dalle autrici il 31/3/18 alle 10.30