“Permangono gravi problemi di sicurezza legati a un contesto criminale mai placato“. È l’amara constatazione del pm Ilaria Calò, titolare dell’indagine insieme a Mario Palazzi, dell’accusa contro il clan Spada dopo gli arresti del 25 gennaio 2018 e il giudizio immediato. Nessuna delle 15 persone offese né loro familiari si sono costituite parte civile nel processo contro il clan del litorale romano che si è aperto oggi nell’aula bunker di Rebibbia. Il pubblico ministero Calò ha risposto così a quanti, tra i difensori degli imputati, chiedono il trasferimento dei loro assistiti in carceri romane o laziali. Secondo l’accusa è ancora indispensabile il regime di alta sorveglianza cui sono sottoposti la maggior parte dei 24 imputati del processo, tutti accusati di far parte di un’associazione di stampo mafioso a capo della quale, secondo chi indaga, sarebbero Carmine e Roberto Spada.

Le uniche parti civili nel processo saranno Comune di Roma e Regione, le associazioni Antonino Caponnetto, Libera e Ambulatorio Antiusura onlus. Gli imputati, quasi tutti collegati in videoconferenza, sono accusati, a seconda delle posizioni, di associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, usura, e estorsione. Alla sbarra anche i presunti capi del sodalizio a partire da Carmine e Roberto Spada, quest’ultimo già sotto processo per l’aggressione ad un giornalista della Rai avvenuta ad Ostia il 7 novembre scorso.

Tra i reati a vario titolo contestati, oltre all’associazione di stampo mafioso, ci sono l’omicidio, l’estorsione, l’usura, la detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri crimini contro la persona, oltre al traffico di stupefacenti, l’attribuzione fittizia di beni e l’acquisizione, in modo diretto e indiretto, della gestione e il controllo di attività economiche, e appalti legati a stabilimenti balneari, sale giochi e negozi. I  fratelli Spada sono ritenuti dalla Procura di Roma mandanti degli omicidi di Giovanni Galleoni (detto Baficchio) e Francesco Antonini (Sorcanera), uccisi nel novembre del 2011 a Ostia. Proprio il duplice omicidio “segna l’inesorabile ascesa al potere del clan Spada – sostengono gli inquirenti – il cui prestigio criminale vede una progressiva crescita in forza dell’alleanza con ‘organizzazione facente capo alla famiglia Fasciani e in concomitanza con l’indebolimento della famiglia dei ‘Baficchio’ (Galleone – Cardoni)”. Traffico di droga, estorsione e usura, le attività privilegiate dal clan: le vittime venivano minacciate con ferocia, come emerge da alcune conversazioni intercettate. Uno degli affiliati finiti in manette a gennaio, nel minacciare una vittima, affermava: “Ti dovrei spacca solo la faccia… hai preso la persona sbagliata.. ti spezzo tutte le costole… io pijo le tenaglie e ti strappo i denti”.   Una vittima raccontava che Carmine Spada “era venuto al ristorante con una macchina rubata portandosi un lanciafiamme al seguito e se si fosse infuriato avrebbe dato fuoco a tutto”. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, affonda le sue radici in inchieste precedenti su Ostia, e fa emergere un serie di legami tra Spada e Fasciani e la violenza del gruppo che per anni ha sottomesso con agguati e intimidazioni il territorio di Ostia ponente.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Lotta alla mafia, “Illegalità, quanto ci costi?”: Roma e Milano a confronto sul tema della giustizia

next
Articolo Successivo

Petra Reski, quanto costa parlare di ‘ndrangheta in Germania

next